Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Ancora spaccio. Ancora aretini coinvolti e ancora un sedicente “profugo”. E un dato allarmante: questi fatti avvengono spesso davanti e dentro le scuole.
Smettiamo di definirli profughi: l’80% degli immigrati clandestini che arrivano in Italia non provengono da zone di guerra ma semplicemente approfittano del buonismo e della sudditanza al politicamente corretto che ci sta portando alla rovina.
Tutti parlano di donne e bambini, ma abbiamo occhi per vedere uomini giovani e aitanti: che arrivati qua bighellonano tutto il giorno, quando va bene. Perché quando va male cadono nella rete della malavita, dallo spaccio alla prostituzione.
Per quello che riguarda Arezzo la misura è colma da un bel po’ ed è arrivato il momento di dire stop ad altri arrivi indiscriminati: gli altri Comuni della provincia facciano la loro parte e a Roma si sveglino perché qui è in atto un esodo di massa che porterà gravi conseguenze al tessuto economico e sociale di tutta Italia.