Si tratta Alex Orfei, il 31enne arrestato dagli inquirenti della polizia di Vibo Valentia, con l’accusa di aver sferrato la coltellata mortale alla vittima di una brutale aggressione di gruppo nel piazzale di un supermercato a Santa Domenica di Ricadi, vicino Tropea, in Calabria, venerdì sera 12 agosto. L'uomo non fa parte della storica famiglia circense di Moira e Nando Orfei.
De Bianchi, che viveva in Valdichiana assieme alla moglie e ai due figli, faceva parte del circo di Donato Orfei.

Alex Orfei ce l’aveva con De Bianchi, da giorni l’aveva preso di mira con post denigratori e offensivi su facebook: derideva il circo Donato Orfei (l’astio era dovuto all’utilizzo del nome “Orfei”), ma non erano mancati attacchi personali. L’ultimo post, venerdì sera, era stato esplicito: “E uno saccagnato. E ora tocca all’altro”, probabilmente in riferimento al fratello di De Bianchi. Un post pubblicato poco dopo l’aggressione di Tropea, dove vittima e presunto assassino si trovavano al momento con i rispettivi circhi.
Poco prima, infatti, si era consumato il violento episodio nel piazzale di un supermercato. Secondo la ricostruzione della squadra mobile, Alex Orfei avrebbe chiesto indietro a De Bianchi il denaro dovuto (qualche migliaio di euro), ma questi non l’aveva. Orfei, accompagnato da altre quattro persone armate i bastoni e coltelli, avrebbe iniziato a picchiare il debitore, fino al colpo finale.
E’ stata la vittima, con le ultime sue parole, ad indicare l’identità dell’aggressore alle forze dell’ordine e così Alex Orfei è stato arrestato dalla polizia di Vibo Valentia.
De Bianchi è morto poco più tardi, in ospedale mentre veniva operato.
Adesso sarebbero stati individuati anche i tre complici, di 21, 27 e 41 anni, i nomi – riportati dal Quotidiano del Sud – sono Claudio Rotariu, Iulian Andrei Dudu e Dan Liviu Grandinaru. Sono stati individuati dopo aver raccolto le testimonianze dei dipendenti del circo Amedeo Orfei e dopo aver visionato i filmati delle telecamere di videosorveglianza del locale nei pressi del quale è avvenuto il tragico pestaggio. Sarebbe stata importante anche la testimonianza di un congiunto del presunto omicida per ricostruire i passaggi dell’accaduto. Per i tre è scattato il fermo per il pericolo di fuga.