Popolari per Arezzo: "Le società partecipate restano strumenti di strategia politica"
A prescindere dal futuro presidente di Estra, i Popolari per Arezzo sostengono la necessità di cambiare radicalmente le modalità di nomina dei vertici delle società partecipate, privilegiando le competenze e le attitudini professionali. Per rendere questi organi realmente al servizio della città e dei cittadini deve infatti essere tagliato il filo che li lega alla politica, interrompendo i meccanismi clientelari e dimostrando un coraggio che finora è mancato. Le società partecipate sono sempre più responsabili di molti dei servizi di cui beneficiano i cittadini, ma allo stesso tempo anche della maggior parte dei costi da loro sostenuti, dunque nella scelta dei loro vertici devono essere considerate le capacità e i curriculum dei nominati che devono dimostrare di poter ricoprire questi ruoli alla luce di un disegno di sviluppo per l'ente a cui ambiscono. «Queste qualità - aggiungono i Popolari per Arezzo, - non si acquisiscono unicamente con centocinquanta preferenze alle elezioni. Il management deve essere in grado di avviare un cammino trasparente, volto all'efficienza e alla riduzione di sprechi e costi: i presidenti e i loro consigli di amministrazione ricevono lauti stipendi che arrivano direttamente dai contribuenti, dunque queste non devono più essere considerate luoghi di ricollocamento della classe politica e strumenti per favori politici».