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211 uomini sfilati nella tenenza dei carabinieri di Sansepolcro, 113 campioni biologici prelevati e 20 comparati con quello di “Ignoto 1”. Sono questi i numeri dei primi 50 giorni di indagini, senza sosta, dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Arezzo e dei militari della tenenza di Sansepolcro alla ricerca dell'assassino di Katia Dell'Omarino, la 41enne biturgense trovata senza vita e con la testa fracassata sul greto del torrente Afra, alle porta di Sansepolcro, lo scorso 12 luglio.
Sul corpo della donna, durante l'autopsia, sono state rinvenute alcune tracce biologiche dalle quali è stato isolato il dna di un uomo: “Ignoto 1”. Nei laboratori dell'Università di Pisa quel corredo genetico è stato già comparato con il dna di una ventina di soggetti, tutti provenienti dalla Valtiberina toscana e umbra, tra i quali potrebbe esserci proprio l'omicida della donna. I primi esami hanno dato esito negativo, si attendono adesso i nuovi confronti, che potrebbero condurre gli inquirenti dall'assassino, da quell'uomo che nella notte tra l'11 ed il 12 luglio dopo aver picchiato barbaramente Katia l'ha uccisa, con alcuni violenti colpi alla testa.

Intanto le attenzioni degli inquirenti si starebbero stringendo attorno ad una decina di uomini, di età compresa tra i 50 e 60 anni, residenti della zona di Sansepolcro e con i quali Katia avrebbe avuto rapporti, anche di tipo sessuale. Si tratterebbe di insospettabili, persone particolarmente conosciute nell'area biturgense e che sarebbero state convocate proprio in questi ultimi giorni nella caserma della tenenza di Sansepolcro.