Poste, altro sciopero degli straordinari in Toscana
NO alla privatizzazione aziendale decisa del Governo al solo scopo di fare cassa. NO alla mancanza di investimenti previsti dal piano industriale. NO al progetto di riorganizzazione del recapito e della logistica, che ad Arezzo e Prato (dove è partito il recapito a giorni alterni) ha creato grandi disagi a lavoratori e cittadini. Un progetto che va rivisto e condiviso con le organizzazioni sindacalidare una nuova destinazione d'uso del CMP di Firenzeper un ambiente di lavoro rispettoso delle norme di sicurezza e di tutela della saluteper strumenti di lavoro più adeguati e moderni
"La presenza di tanti lavoratori alla manifestazione di Firenze a fine luglio ha messo in evidenza la volontà e la determinazione con cui i lavoratori di Poste Italiane combatteranno questa importante battaglia per il futuro della nostra azienda e del nostro lavoro - dicono i sindacati - Non ci arrendiamo. Lotteremo fino in fondo per impedire questa privatizzazione che abbiamo definito un atto scellerato e lotteremo affinché le condizioni di lavoro siano migliori in modo da offrire un servizio sempre più di qualità alla cittadinanza".