Delitto Katia, autorizzate visite dei familiari del presunto assassino
Il giovane chiede costantemente della sua famiglia, del padre e della compagna del padre. A breve il 24enne di San Giustino Umbro a breve potrà nuovamente incontrare i propri cari, che non vede dalla mattina dell'arresto, quando i militari di Arezzo e di Sansepolcro lo hanno condotto in carcere. Dopo che si è svolto l'interrogatorio di garanzia, durante il quale Piter è rimasto in silenzio davanti al gip Anna Maria Loprete, avvalendosi della facoltà di non rispondere, è arrivato infatti il nulla osta per le visite ed il giovane ed i suoi familiari, dopo giorni di separazione, potranno rivedersi.
Intanto emergerebbero nuove indiscrezioni riguardo alla notte di sangue, alla notte dell'efferato delitto. Il giovane si sarebbe disfatto dei vestiti sporchi gettandoli in un cassonetto ad Arezzo, dove il 24enne lavorava in una sala scommesse in zona Campo di Marte. Prime di rientrare in casa Piter invece si avrebbe gettato nel Tevere il cellulare della donna, ancora ad oggi non ritrovato, e poi si sarebbe disfatto dell'arma del delitto, un martello, ed di un panno sporco di sangue nascondendoli all'interno di un cespuglio vicino alla sua abitazione, dove la mattina dell'arresto li avrebbe fatti ritrovare ai carabinieri.