
Cristallino anche il movente per il pm Marco Dioni, il morboso sentimento di amore provato dalla casalinga di Ca' Raffaello nei confronti del religioso, sentimento che l'avrebbe resa sempre più insistente nei suoi confronti. Il frate congolese non sarebbe quindi stato più in grado di gestire la donna e nella ricostruzione del pm il primo pomeriggio del primo maggio 2014 prima l'avrebbe incontrata e poi, alla fine di un diverbio, uccisa, tra le 13,46 e le 14,20. Ci sarebbe inoltre, secondo il pm Marco Dioni, una firma ed una controfirma dell'omicidio lasciata dell'imputato: l'sms inviato dal cellulare di Guerrina Piscaglia alle 17,26 del primo maggio ad un prete nigeriano, conosciuto solamente da padre Graziano, e la figura di Zio Francesco, per l'accusa frutto della fantasia del congolese. Due elementi che secondo il pm incastrerebbero il religioso. Il 14 ottobre sarà il turno delle parti civili, successivamente spetterà alla difesa del frate, che ha rinunciato all'audizione dei propri testimoni. La sentenza potrebbe quindi essere pronunciata già per ottobre, circa un mese prima rispetto al calendario inizialmente stilato.