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Sono state individuate tracce di sangue sui sedili della Nissan X Trail Blu, utilizzata da Piter Polverini la notte dell'omicidio di Katia Dell'Omarino, la 41enne ritrovata senza vita lo scorso 12 luglio sul greto del torrente Afra, a Sansepolcro.
Sul sedile del passeggero dell'auto in uso a Piter Polverini, in carcere dallo scorso 16 settembre con l'accusa di aver ucciso Katia, sono state rinvenute tracce ematiche evidenti, nonostante i tentativi di pulizia. Le verifiche sull'automobile, sul martello, ritenuto l'arma del delitto, e su uno straccio sporco di sangue sono portate avanti dalla genetista Isabella Spinetti, dell'università di Pisa, che lo scorso lunedì aveva ricevuto l'incarico dalla procura di Arezzo.
All'interno dell'automobile nella notte dello scorso 11 luglio, secondo l'accusa, si sarebbe acceso un diverbio tra il giovane e la donna, sfociato in una brutale aggressione da parte del sangiustinese nei confronti di Katia. La violenta aggressione sarebbe poi proseguita anche all'esterno dell'auto, a margine del torrente Afra. Il presunto assassino avrebbe quindi colpito con un martello ripetute volte Katia alla nuca, togliendole la vita e poi abbandonandola dove è stato ritrovato il corpo senza vita la mattina del 12 luglio.
Le tracce di dna rinvenute sull'automobile, sul martello e sullo straccio saranno isolate e verranno confrontate con quelle della vittima o del giovane, in base all’oggetto esaminato. La genetista Isabella Spinetti avrà 30 giorni a disposizione per riscontrare l’eventuale presenza di materiale biologico nei vari reperti.