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Si è conclusa con una triplice richiesta di assoluzione per padre Graziano la lunga arringa difensiva, durata quasi otto ore, nel processo in Corte d'Assise al religioso, accusato dell'omicidio di Guerrina Piscaglia e dell'occultamento del suo cadavere.
Venerdì 14 ottobre una delle udienze decisive del processo al frate congolese, per il quale il pm Marco Dioni aveva richiesto 27 anni di reclusione, in scena il collegio difensivo dell'imputato. L'avvocato Riziero Angeletti ha chiesto l'assoluzione per il suo assistito perché il fatto non sussiste, mancano infatti le prove della morte della casalinga. La difesa ha poi chiesto la stessa assoluzione, perché non ci sono prove che, anche in caso di morte, la donna sia stata uccisa per mano omicida e per volontà propria. Ed infine la terza ed ultima richiesta, assoluzione perché anche ove ci fosse stato un omicidio, a commettere quel delitto non sarebbe stato il frate congolese.

"Oggi avete sentito un'altra campana" ha detto soddisfatto padre Graziano all'uscita dal tribunale di Arezzo, poi rivolgendosi ai giornalisti ha concluso "penso che oggi potete valutare voi, per comunicare il messaggio preciso".
Lunedì 24 ottobre, dopo le repliche della pubblica accusa e delle parti civili, sarà pronunciato il verdetto. La camera di consiglio potrebbe terminare nel tardo pomeriggio.