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Passi avanti da gigante nella battaglia sulla trasparenza, per un’etichettatura dei prodotti che indichi chiaramente sia l’origine sia la composizione dei prodotti agroalimentari messi in vendita: sono tre gli ambiti nei quali si stanno concretizzando risultati positivi a seguito della battaglia continua che Coldiretti sta conducendo a tutto campo: ok definitivo all’etichettatura di origine per latte e suoi derivati, poi il decreto per l’introduzione dell’obbligo di indicare in etichetta il Paese di coltivazione del grano per la produzione della pasta, che è stato inviato a Bruxelles per l’approvazione comunitaria prima di diventare legge definitiva, e infine è scattato da oggi l’obbligo della dichiarazione nutrizionale sull'etichetta degli alimenti che si applica a tutti i prodotti confezionati, che devono ora indicare anche le informazioni relative a valore energetico, quantità di grassi, carboidrati, proteine e sale.
Negli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza dell'informazione, la Coldiretti è riuscita a ottenere l'obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele, latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma ancora molto resta da fare e l’etichetta resta anonima per circa la metà della spesa, dai salumi, alla pasta ai succhi di frutta.
L’etichetta è elemento decisivo di trasparenza - spiega Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo - da parte dei consumatori, che nel 96% dei casi dichiarano che è molto importante che sull'etichetta sia scritta in modo chiaro e leggibile l'origine dell'alimento e per l'84% è fondamentale ci sia anche il luogo in cui è avvenuto il processo di trasformazione”. “Con l’etichettatura di origine si dice finalmente basta quindi, all’inganno del falso Made in Italy con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri – insiste Marcelli - si tratta anche di un importante segnale di cambiamento anche a livello comunitario dove occorre proseguire nella battaglia per la trasparenza".
Si tratta di tappe positive - spiega a sua volta il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - nel percorso di trasparenza nell’informazione ai consumatori che è stata portata avanti con grande vigore anche da Coldiretti Arezzo a tutela sia del lavoro dei nostri agricoltori sia dei cittadini ai quali vogliamo dare prodotti alimentari le cui etichette devono riportare sempre più informazioni”. “Per noi aretini, per i nostri produttori del territorio, in particolare in Valdichiana, decisivo sarà lo speriamo prossimo via libera per l’indicazione di origine del grano – insiste Rossi - una necessità per fermare le speculazioni che nell’ultimo anno in piena campagna hanno provocato il crollo del prezzo del grano duro destinato alla pasta pagato anche 18 centesimi al chilo, con un calo netto del 38 per cento rispetto allo scorso anno, su valori ben al di sotto dei costi di produzione. Per questo auspichiamo una rapida approvazione di questo decisivo provvedimento”.