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Resta ai domiciliari Andrea Corti, l'ex direttore generale dell'Ato Toscana Sud finito al centro dell'inchiesta sulla gara da oltre 3 miliardi per la gestione ventennale del ciclo dei rifiuti nella Toscana del Sud. Il tribunale del riesame di Firenze ha infatti confermato la misura cautelare condividendo le ampie argomentazioni del gip in ordine alla spregiudicatezza di Corti. Respinto quindi il ricorso che era stato presentato dal suo avvocato, Enrico De Martino che aveva puntato anche sulle dimissioni del suo assistito da ogni incarico. Per i giudici sussisterebbe anche l'occasione per tornare a delinquere in caso di ritorno in libertà. Il tribunale del riesame parla di “scaltrezza nel condizionare l'azione del cda di Ato Toscana Sud sfruttando informazioni parziali e distorte loro fornite e circondandosi altresì di soggetti a lui legati da vincoli di riconoscenza assoggettati al suo volere". Nelle motivazioni si fa riferimento alla "fame di denaro del Corti" definendolo "promotore dell''attività illecita" facendo "mercimonio della funzione per finalità di lucro".