Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso con il quale 249 risparmiatori, rappresentati dal Codacons, contestavano i provvedimenti della Banca d’Italia, adottati in attuazione della legge sul bail in, che hanno portato all’azzeramento del valore dei titoli per gli investitori di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Carife; contestualmente sono state dichiarate inammissibili le contestazioni fatte in proprio dall’associazione di consumatori in quanto l’azione di annullamento proposta è stata ritenuta estranea al campo oggettivo di applicazione del Codice del consumo.
I 249 risparmiatori (tutti proprietari di azioni o di obbligazioni emesse dai quattro Istituti di credito) sostenevano di essere stati tutti pregiudicati dagli atti e dai provvedimenti di risoluzione, in quanto gli stessi avevano condotto alla diretta svalutazione dei titoli o alla loro sostanziale privazione di qualsiasi valore economico. Ribadendo “l’assoluto rilievo della natura discrezionale tecnica del potere amministrativo esercitato dalla Banca d’Italia”, il Tar ha ritenuto che “le censure dedotte dai ricorrenti nel ricorso non possono trovare accoglimento”.
Sulla contestazione che Bankitalia non avrebbe tentato di trovare possibili soluzioni alternative alla risoluzione, per il Tar, nel caso di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti “l’amministrazione straordinaria era stata già disposta e prorogata, per alcune fino ad un complessivo periodo superiore a due anni, durante il quale erano state tentate alcune soluzioni non andate a buon fine”. La conclusione dei giudici amministrativi è che “sia l’istruttoria svolta nel corso della procedura di valutazione provvisoria che l’istruttoria sviluppata nel corso della successiva valutazione definitiva, hanno evidenziato che gli azionisti e i creditori subordinati non avrebbero subito un migliore trattamento a seguito della liquidazione coatta amministrativa, come espressamente richiesto dalla disciplina legislativa interna e dalla normativa comunitaria”. E, nel caso specifico, il ricorso alla procedura seguita “è giustificato nell’ottica del possibile salvataggio della banca, altrimenti destinata alla liquidazione”.
Codacons: “Bail in incostituzionale, appello al Consiglio di Stato”
In merito alla decisione del Tar, presenteremo appello al Consiglio di Stato. Continuiamo infatti a ritenere incostituzionale la legge sul bail-in”. Così il Codacons commenta la decisione con la quale i giudici amministrativi hanno respinto un ricorso contro la legge sul bail-in proposto da 249 risparmiatori, dichiarando inammissibile la parte dello stesso ricorso proposto dall’associazione. “Quella sul bail-in &ndash commenta il presidente del Codacons, Carlo Rienzi &ndash è una norma che appare ancor più sbagliata alla luce di quanto avvenuto di recente con Mps: se il bail-in non è stato applicato alla banca senese, non doveva essere utilizzato nemmeno per Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. Una disparità di trattamento che ha coinvolto gli obbligazionisti delle 4 banche attraverso l’azzeramento del valore delle obbligazioni subordinate e che porteremo dinanzi al Consiglio di Stato”.