Tumori e fertilità, Arezzo in prima linea
È proprio dei giorni scorsi la notizia del primo intervento di questo tipo nella Asl sud est effettuato all’ospedale di Grosseto e adesso si ripete ad Arezzo su una donna di 25 anni, colpita da tumore mammario. Questa procedura, altamente innovativa, ad oggi, è stata effettuata in poche centinaia di casi e rappresenta un passo avanti importantissimo nella presa in carico delle donne in età fertile, colpite da tumore alla mammella, anche per quanto riguarda il loro futuro e il loro ritorno alla normalità.
Nel caso delle giovane aretina, il prelievo e la conservazione del tessuto ovarico, una volta terminate le cure e superata la malattia, le permetterà, se sarà necessario, di effettuare un reimpianto e ottenere cellule sane per una possibile gravidanza. La chemioterapia postoperatoria a cui sarà sottoposta, infatti, comporta il rischio (circa il 20 % in donne con età inferiore a 30 anni e fino all’80 % in donne di 40 anni), di ledere la funzione ovarica e quindi la fertilità.
Data la giovane età della paziente e la necessità di iniziare quanto prima la chemioterapia, è stato attivato il percorso multidisciplinare della “onco-fertilità”, una rete integrata che coinvolge, oltre al Dipartimento oncologico, anche quello chirurgico e materno-infantile, nonché le reti e il Centro per la PMA dell’ospedale di Cortona, la struttura di riferimento per tutta la Asl sud est.
In questa situazione il fattore tempo, l’efficienza e il coordinamento del percorso, rivestono un ruolo fondamentale, infatti in brevissimo tempo
il caso è stato discusso con il dottor Tommaso Amato del gruppo oncologico di Arezzo, il professor Luca Mencaglia, direttore della Rete PMA della Asl, e con il dottor Franco Lelli, direttore della di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Arezzo; è stato quindi deciso di effettuare, prima della terapia, il prelievo di tessuto ovarico da conservare.
“Una collaborazione tra unità operative” ha evidenziato Lelli, “che ha permesso di preservare la fertilità di questa giovane donna. Infatti durante la stessa seduta operatoria oncologica al seno abbiamo prelevato tessuto ovarico in laparoscopia che verrà congelato e conservato al Centro PMA di Cortona”.
"Questo evento è particolarmente importante nell'ottica della Rete PMA della Sud Est, ha affermato Mencaglia “che permette a tutti e 25 i presidi Ospedalieri della Usl di usufruire di questo servizio senza che la paziente o il paziente debba spostarsi dal suo Ospedale e che il prelievo di tessuto ovarico o di tessuto testicolare possa essere fatto durante lo stesso intervento necessario per risolvere la patologia tumorale".
“Una possibilità per i cittadini del territorio della Asl sud est, ma anche delle province limitrofe – ha dichiarato la dottoressa Daniela Matarrese, direttore della rete ospedaliera della Asl - che non dovranno sottoporsi a faticosi spostamenti nei centri regionali e nazionali di riferimento. Infatti, molte richieste stanno già arrivando da fuori Azienda e da fuori Toscana.”
Considerando che circa l’11% delle nuove diagnosi di tumore della mammella riguardano donne con età inferiore a 40 anni e che le percentuali di guarigione sono tra il 40 ed il 95% a seconda dello stadio e delle caratteristiche del tumore, è fondamentale garantire ai pazienti la massima possibilità di procreazione negli anni futuri.