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Il Blocco Studentesco risponde con una nota a Roberto Santi, dirigente scolastico dell’IPC Giorgio Vasari, cercando di fare chiarezza sui motivi della protesta e sulla situazione all’interno della scuola. “Abbiamo letto l’articolo riportato su una testata online aretina – dichiara Aldo Mazzi, portavoce del Blocco Studentesco Arezzo – in cui il preside del Vasari spiegava le ragioni dei malfunzionamenti dei termosifoni, dichiarando che la colpa non fosse della scuola, ma della mancanza di fondi provinciali per la manutenzione, dicendo poi che la situazione era stata prontamente risolta. L’articolo, che cita tra l’altro il Blocco Studentesco, è una presa di posizione del preside Santi, che però corrisponde solo in parte alla realtà”.
“Se è infatti vero, come tra l’altro già specificato nel nostro precedente comunicato, che la colpa di queste situazioni non è assolutamente delle dirigenze scolastiche, ma del lassismo e del menefreghismo di Comune e Province, che spesso si nascondono dietro alla cronica mancanza di fondi per giustificare situazioni disastrose all’interno delle scuole del territorio, è anche vero – prosegue Mazzi – che la situazione al Vasari è tutt’altro che risolta. Infatti il problema dei termosifoni, dopo la nostra protesta di martedì mattina insieme agli alunni dell’istituto, è stato risolto con l’installazione di stufette elettriche, un tampone momentaneo che, al netto della buona volontà della scuola, non può rappresentare una soluzione definitiva”. “
Oltre a ciò, prosegue Mazzi, la situazione strutturale dell’edificio è grave e necessita di un intervento veloce e mirato da parte della provincia. Muffa, infiltrazioni di umidità e cadute di intonaco sono solo alcuni dei problemi della scuola, e se è vero che la colpa di ciò non è del preside Santi, è altrettanto vero che non è negando ed insabbiando questi problemi che essi verranno risolti. L’articolo uscito ieri online è più rivolto a fare pubblicità all’istituto che ad analizzare i problemi con lucidità e franchezza. Noi invece non intendiamo parlare bene di una scuola o di un’altra, vogliamo solo che questi problemi vengano risolti al più presto, e lo facciamo raccogliendo le molteplici richieste d’aiuto che ci stanno arrivando in questi giorni dagli alunni del Vasari”.
“Gli studenti ci hanno contattato – conclude Mazzi - e noi, sempre dalla loro parte, ci siamo lanciati in quest’ennesima battaglia. Questo può non piacere ai businessman che, pensando più agli orientamenti e alle iscrizioni che alla realtà dei fatti, vorrebbero un ritratto della propria scuola sempre perfetto e senza macchia. Ma è la verità, e davanti alla verità non siamo abituati a scappare con le menzogne, ma a combattere. E noi combatteremo per la sicurezza degli studenti del Vasari e di tutte le scuole aretine”.