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Nel maggio 2016 i cittadini dei comuni di Capolona e Castiglion Fibocchi avevano votato contro la fusione tra i due comuni. Ora il consiglio Regionale chiamerà ancora alle urne i cittadini per un secondo referendum consultivo, questa volta per l'ipotesi di fusione dei comuni di Capolona e Subbiano.
“Siete favorevoli alla proposta di istituire il comune di Subbiano Capolona, per fusione dei comuni di Subbiano e Capolona, di cui sulla proposta di legge di iniziativa popolare n 2 del 2016?”. Ecco il testo del quesito a cui saranno chiamati a rispondere i cittadini dei due comuni del Casentino. Lo ha deciso il Consiglio regionale, che ha deliberato a maggioranza di svolgere il referendum consultivo. Il nuovo comune avrebbe oltre undicimilasettecento abitanti, sedici consiglieri comunali ed una giunta con cinque assessori. E’ stato il presidente Giacomo Bugliani (Pd) ad illustrare in aula l‘intenso lavoro svolto sul tema dalla commissione Affari istituzionali, che ha ascoltato non solo i rappresentanti del comitato promotore, forte di un numero considerevole di firme raccolte, ma anche i sindaci dei due comuni. Questi si sono espressi in maniera difforme: il sindaco di Capolona Alberto Ciolfi con un “deciso parere favorevole” e con “alcune riserve” il sindaco di Subbiano Antonio De Bari.
Successivamente la proposta di legge è stata inserita nel più ampio dibattito che investe i processi di fusione nel Casentino, oggetto di una seduta speciale della commissione a Bibbiena, dove sono stati ascoltati non solo i rappresentanti istituzionali, ma anche le associazioni sindacali e di categoria.
“Quello che stiamo discutendo è un elemento che si inserisce nell’iter istruttorio delle proposte di legge sulle fusioni – ha precisato Bugliani – L’indizione di un referendum non determina problemi di incompatibilità di proposte normative sovrapponibili o parzialmente difformi”.
“Negli ultimi mesi il tema delle fusioni è stato utilizzato molto spesso come un manganello da dare in testa all’avversario politico, invece che come risposta alle esigenze di semplificazione ed efficienza istituzionale ed amministrativa” ha osservato Stefano Mugnai (FI), secondo il quale il Consiglio regionale non dovrebbe limitarsi ad un ruolo notarile, ma avanzare una proposta complessiva sul Casentino. Per questo ha annunciato il suo voto contrario.
A favore, invece, la dichiarazione di voto di Gabriele Bianchi (M5S) sulla proposta di legge “condivisa sia dai consigli comunali, sia dai cittadini”. A suo parere non è opportuno accelerare i processi di fusione, per i quali occorre la massima partecipazione. “Non si decide in stanze chiuse – ha sottolineato – il futuro delle popolazioni”.
La non partecipazione al voto è stata annunciata da Marco Casucci (Lega Nord), preoccupato “per le fusioni portate avanti con troppa fretta”.
“Quelle portate avanti in Casentino non possono essere scorporate in pacchetti – ha rilevato – In gioco è il futuro di un’intera comunità”. Per questo ha chiesto la creazione di un gruppo di lavoro per giungere ad una revisione della legge “lacunosa e imperfetta”.
“Non siamo solo a favore sul metodo, ma anche nel merito di questa fusione razionale e sensata – ha affermato Tommaso Fattori (Si) – Sono comuni dalle caratterisitiche molto simili, che hanno già in comune molti servizi”.
“Abbiamo un processo che inizia con una proposta di legge di iniziativa popolare perfettamente conforme alle regole – ha aggiunto Massimo Baldi (Pd) - Non facciamo nessuna forzatura: diamo la parola ai cittadini. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità e facciamo il secondo passo procedurale”.