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Salta l’interrogatorio previsto per domani di Augusto Federici, l’ex ad di “Sacci” e consigliere di Banca Etruria, uno dei 22 indagati dalla procura di Arezzo per bancarotta fraudolenta. Era stato lui stesso, insieme ad altri 5 ex consiglieri, a chiedere di essere ascoltato dal pool di magistrati che conducono l’inchiesta sul crack di Banca Etruria, così come consentito per legge ai destinatari di avviso di chiusura indagine. Questa mattina l’indagato ha fatto invece pervenire la rinuncia al Procuratore Roberto Rossi. Gli altri quattro interrogatori sono previsti per la prossima settimana. I restanti indagati hanno optato per l’invio in procura di memorie. Al termine degli interrogatori dovrebbero scattare le eventuali richieste di rinvio a giudizio. Questa prima tranche del corposo filone sulle presunte distrazioni patrimoniali riguarda 180 milioni di euro di crediti concessi e mai rientrati che secondo la procura di Arezzo sarebbero la causa principale del fallimento dell’istituto bancario. Sul fronte del filone false fatturazioni è in calendario per domani la decisione da parte del gup del tribunale di Arezzo Piergiorgio Ponticelli circa il rinvio a giudizio dell’ex presidente di Banca Etruria Giuseppe Fornasari, l’ex direttore generale Luca Bronchi e l’ex amministratore delegato della stessa Ernesto Meocci. A Giuseppe Fornasari e Luca Bronchi si contesta di aver utilizzato a bilancio due fatture intestate alla finanziaria romana del valore complessivo di circa 300 mila euro e a Ernesto Meocci di averle emesse nell’ambito dell’operazione Palazzo della Fonte nella quale era ‘advisor’, ruolo che l’accusa ritiene fittizio. I difensori hanno chiesto per tutti il non luogo a procedere e sollevato eccezione di competenza in quanto l’emissione della fatture sarebbe stata fatta a Roma e dunque della questione sarebbe competente la procura romana. Il gup dovrà decidere sia sull’eccezione di competenza sia sull’eventuale rinvio a giudizio dei quattro imputati (ANSA).