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Seppur indirettamente, la vicenda di BancaEtruria è tornata alla ribalta anche nella recente Direzione nazionale del Partito Democratico.A voler ampliare il ragionamento, abbiamo visto come un decreto che riguardava quattro piccoli istituti, che rappresentavano - come venne detto - solo l’1% delle banche italiane, abbia influenzato così negativamente tutto il sistema, che fino a pochissimi anni prima veniva rappresentato come solidissimo e senza alcun bisogno di aiuti pubblici, aiuti pubblici che invece venivano impiegati copiosamente in Germania e altrove.Ora, oltre all’ingiustizia della cancellazione delle obbligazioni subordinate, è stata palese la crisi di fiducia scaturita nei confronti del sistema; non solo, ma lo Stato ha capito - subito dopo la “risoluzione” delle quattro bad-bank - che la strada da percorrere era un’altra, ed allora ha provveduto a puntellare il sistema con interventi di varia natura, sia privati - sollecitando le altre banche a farsene carico - sia con interventi diretti, come il recente provvedimento da 20 miliardi di euro o le garanzie pubbliche.Ma, nonostante parte dei rimborsi all’80% stia arrivando agli obbligazionisti, resta l’ingiustizia perpetrata a danno dei nostri ex soci (ben 65.000!) e dei possessori delle famigerate subordinate; ingiustizia evidenziatasi ancor di più, dopo le misure che hanno messo in sicurezza le banche e i clienti di MPS, Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Tercas, CariCesena e così via.La FABI nazionale e locale non si stancherà fino all’ultimo di chiedere alle varie istituzioni nazionali di rimborsare tutto a tutti gli obbligazionisti, e anche di trovare una sorta di recupero per gli azionisti.E questo, non solo per ridare quanto perduto ai nostri clienti, non solo perché anche molti dipendenti della banca ci hanno rimesso i loro risparmi, non solo per ristabilire un clima di equità e di fiducia nelle banche, non solo per le tristi vicende giudiziarie che stanno coinvolgendo alcuni lavoratori e che avremmo volentieri evitato, non solo per cominciare con UBI Banca una nuova storia senza tali pregressi, ma soprattutto perché ridare tutto a tutti è semplicemente e banalmente giusto.Se si vuole, i soldi per i rimborsi ci sono; ricordiamo che basterebbe il 2% dei 20 miliardi del recente decreto sulle banche, o che dalla vendita delle sofferenze delle bad bank qualcuno – magari fondi stranieri – farà soldi a palate nei prossimi anni.Insomma, non è mai troppo tardi per rimediare, se si vuole si può.