Export, l'oro aretino torna in positivo. Crolla la pelletteria
Nell’analisi del Monitor dei Distretti della Toscana realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze emerge come il dato complessivo risenta del risultato del distretto della Pelletteria e calzature di Arezzo (-43,6% nei primi 9 mesi nel 2016) con una perdita in valore assoluto di circa 250 milioni. Le motivazioni di questi effetti possono essere molteplici e legati sia al rallentamento del distretto dopo anni di corsa (tra il 2008 e il 2015 l’export ha triplicato il suo valore passando da 238 milioni nel 2008 a oltre 720 nel 2015), sia a una parziale revisione dell’organizzazione delle piattaforme logistiche di alcuni attori del distretto.
Il distretto che spicca sia in termini di valore assoluto di esportazioni che di risultati è quello della Pelletteria e calzature di Firenze, che rappresenta un quarto dei volumi esportati dalla regione. Da segnalare anche l’inversione di tendenza registrata nel distretto orafo di Arezzo (+5,8%), che grazie a una variazione rispetto al terzo trimestre 2015 di 23 milioni, si posiziona nei primi 10 distretti italiani in termini di variazione assoluta nel terzo trimestre e limita le perdite del 2016 al 2,5%.
Oltre alla Pelletteria e Calzature di Arezzo, il distretto che ha registrato un calo significativo nel corso dell’anno è quello della Nautica di Viareggio, con una variazione assoluta di oltre 180 milioni pari a una variazione tendenziale del -31,0%. Presentano ancora segnali di calo il distretto delle Calzature di Lucca (-14,3% nei primi nove mesi del 2016) e il Tessile e abbigliamento di Arezzo (-15,4%).
In generale, comunque, si confermano come principale mercato di sbocco dei distretti toscani gli Stati Uniti, che complessivamente nei primi nove mesi del 2016 hanno incrementato il valore delle esportazioni del 13,1%. Legate all’andamento della pelletteria fiorentina, presentano una variazione positiva le esportazioni verso la Svizzera (+12,4%). I cali più significativi si sono registrati verso i paesi emergenti, in particolare Emirati Arabi (-17,5%), Cina (-7,5%) e Hong Kong (-4,5%).