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Per la ventenne trovata senza vita sabato scorso in un appartamento di Cesa nel comune di Marciano della Chiana (Arezzo), l’autopsia parrebbe escludere la morte violenta e accreditare il decesso per overdose. L’esame è stato effettuato questa mattina da Daniele Piergiovanni, dell’equipe di medicina legale di Siena, accompagnato dal tossicologo Fabio Centini. Stando a quanto trapela non sarebbero stati rilevati sul corpo della giovane segni di violenza: tutto farebbe pensare dunque, come ipotizzato dai carabinieri che conducono le indagini, ad un’overdose di sostanze stupefacenti e farmaci. Il tossicologo ha effettuato prelievi di sangue, urine e liquido biliare, materiale che sarà esaminato entro i prossimi sessanta giorni. Intorno al corpo della ragazza, trovato con il solo asciugamano intorno alla vita, i carabinieri hanno rinvenuto tracce di spinelli, due siringhe e una scatola di antidepressivi. Il pm Angela Masiello, a cui è affidata l”inchiesta, indaga al momento per morte in conseguenza di altro reato e cessione di droga. Attualmente sono in corso le ricerche dei due trentenni magrebini che avevano affittato l’appartamento insieme alla ragazza e che sono spariti da sabato scorso. Si tratta di due persone note alle forze dell’ordine per spaccio di droga (ANSA).

CACCIA AI DUE UOMINI

20 anni il prossimo maggio, bella, solare, ma con una vita già piena di ostacoli.
Questa era Sa-Ra Smahi, la ragazza trovata morta nella villetta a Cesa, comune di Marciano della Chiana in provincia di Arezzo. Adesso è caccia ai due pusher che probabilmente hanno trascorso le ultime ore di vita con lei.

I tre si trovavano nell'abitazione da giovedì. Sara, nata a Sansepolcro da genitori marocchini, non aveva precedenti penali. Era stata segnalata più volte quale consumatrice di stupefacenti ed era seguita dal Sert ed era ospite di una comunità di recupero di Città di Castello.
Da lì si sarebbe allontanata volontariamente giovedì scorso assieme ad uno dei due uomini, un tunisino, il secondo li avrebbe poi raggiunti direttamente a Cesa.
Il cadavere di Sara è stato ritrovato dalla proprietaria di casa. La ragazza era sminuda con solo un asciugamano sui fianchi stesa sul letto. Nell'appartamento sono stati ritrovati residui di marijuana fumata, numerose bottiglie di birra e una confezione vuota di antidepressivi. L'ipotesi più accreditata sulle cause della morte è un cocktail fatale di farmaci e droga, ma è ancora presto per avere certezze.
Nessuna traccia dei due tunisini, 30enni e con precedenti penali per spaccio che secondo gli inquirenti hanno trascorso le ultime ore di vita con la giovane. In casa anche i loro effetti personali.
I vicini di casa parlano di un gran frastuono, ma non la notte della morte di Sara.
Martedì prossimo si svolgerà l’autopsia sul corpo di Sara per stabilire le cause di una morte che ancora avvolta nel mistero.

Foto: La Nazione di Arezzo