"Una rete sociale per l’Alzheimer", ad Arezzo tre giorni di incontri per abbattere i pregiudizi
Sono oltre 1 milione in Italia i casi di demenza cognitiva (92.945 casi in Toscana nel 2015), e di questi, secondo il Ministero della Salute, circa 600 mila con Alzheimer. Sono invece 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell’assistenza dei propri cari affetti dalla malattia (Piano Nazionale Demenze). L’80% è assistito direttamente dai familiari, in prevalenza figli e coniugi (37%) soprattutto di sesso femminile e con un’età media di 59 anni (Aima-Censis). Una malattia che si stima in aumento con l’incremento della popolazione anziana: secondo l’Istat da qui al 2031 gli over 64 raggiungeranno quota 17 milioni e 300 mila persone.
“Le forme di Demenza come l’Alzheimer modificano irrimediabilmente lo stile di vita del malato e della sua famiglia - ha detto Manlio Matera, presidente di AIMA Firenze - Ciò impone nuove regole socio-assistenziali, sia a favore del malato che di chi se ne occupa, aiutando le famiglie ad uscire dall’isolamento e a incentivare la frequentazione di luoghi di socializzazione e gruppi di aiuto. Il messaggio che questa iniziativa vuole dare è: non siete soli ad affrontare questa malattia. Riproporremo l’evento a maggio a Empoli e a ottobre a Lucca, proprio per incentivare una rete regionale di aiuto e supporto”.
"L'Alzheimer è una patologia che interessa un numero consistente di persone, dalle forme più lievi a quelle più gravi - ha detto il direttore generale dell’USL Toscana Sud Est, Enrico Desideri - E' una patologia di lunga durata ed ha bisogno di una presa in cura continuativa, non occasionale. Questo è possibile solo attraverso un raccordo strutturato tra il medico di famiglia, che rimane il principale tutor del paziente, e il neurologo specialista di riferimento, che deve disporre di tutte le 'armi' scientifiche, ma anche delle nuove tecnologie e nuovi farmaci. Questi devono essere a disposizione ed essere usati in modo appropriato. Siamo molto soddisfatti che per un convegno così importante sia stata scelta Arezzo e ringraziamo AIMA per il coinvolgimento".
“Esprimo soddisfazione per il fatto di poter ospitare per tre giorni un evento di riflessione sull'Alzheimer che ha risvolti non solo sanitari, ma anche sociali - ha detto l'assessore alle politiche sociali del Comune di Arezzo Lucia Tanti. - Fa parte della strategia della Giunta Ghinelli supportare le associazioni dei familiari, in un'alleanza proprio con chi deve gestire per molti anni situazioni di disagio. Tra queste ultime e le politiche di coesione sociale abbiamo avviato un percorso di avvicinamento. Ribadisco che siamo vicini a tutte le famiglie aretine che hanno delle difficoltà, legate alla presenza nel nucleo di malati di Alzheimer, delle quali ci vogliamo sentire partecipi”.
Alessandro Tiezzi, coordinatore del Centro Alzheimer e disturbi della memoria: “i medici che seguono i malati di Alzheimer farebbero un grosso errore ad occuparsi solo della parte scientifica: perché non esiste una cura per questa patologia. Ma i medici stessi hanno anche la possibilità di occuparsi di assistenza. Un malato di Alzheimer, infatti, ha bisogno di essere guidato nei problemi comportamentali della malattia e nei problemi fisici. Sono pazienti che hanno anche bisogni materiali come l'assegno di accompagnamento, l’accesso ai centri diurni o alle case di riposo. Nei nostri centri, quindi, si entra non solo per avere diagnosi ma anche per accedere ai servizi di cui i malati necessitano. La parte culturale in questo contesto è quella più importante: la malattia dell'Alzheimer se non la si conosce è difficile trattarla. Con i familiari facciamo proprio questo percorso conoscitivo”.
Ad Arezzo, l'unità di base dell'assistenza ai malati di Alzheimer, secondo il modello nazionale, è il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze, con ambulatori tenuti da neurologi, geriatri e psichiatri. La specificità della rete dei servizi per la demenza in provincia di Arezzo è invece costituita dal GOM "Clinica della memoria”, una struttura costituita da un responsabile e da 13 tra neurologi, geriatri, psichiatri e psicologi con il compito di ottimizzare le risorse nel campo dell'Alzheimer e di coordinare un secondo livello specialistico per le demenze.
L’AIMA di Arezzo opera nel territorio dal 2000, grazie al sostegno dei familiari e dei volontari. La sede dell’associazione è all’ASP Fossombroni Piaggetta Faenzi, 2, dove è attivo un Centro Ascolto contattabile, previo appuntamento, al 334 2587391. Il Centro opera in stretta collaborazione con i servizi pubblici e la rete di solidarietà del territorio e indirizza le famiglie verso un miglioramento della qualità della vita. Organizza da ottobre a giugno gruppi di auto aiuto per familiari e collabora con alcune delle strutture del territorio che accolgono i malati di Alzheimer lungo l’arco della giornata, attivando progetti che vedono il coinvolgimento delle scuole del territorio, sia primarie che secondarie.