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Matteo Renzi ha ricordato stamani l’eccidio di Castelnuovo dei Sabbioni, nell’Aretino. L’ex premier è arrivato nel piccolo centro dove il 4 luglio 1944 ci fu una sanguinosa strage nazista, prima di tenere una manifestazione pubblica a Cavriglia. Renzi si è fermato davanti al monumento ai caduti della Resistenza realizzato a Castelnuovo dallo scultore toscano Venturino Venturi. Il post su Facebook “Vorrei augurare a tutti e ciascuno un buon 25 Aprile. Senza polemiche, senza odio, senza meschinità. Fin da piccolo sono stato educato ad avvicinarmi a questa data rileggendo qualche lettera dei condannati a morte della Resistenza. Eda, la mia maestra delle elementari, era stata giovanissima e orgogliosa staffetta partigiana. E quelle lettere me lo sono sempre portate con me. Fateci caso: quasi tutte sono cariche di amore struggente più che di rancore. Sono giovanissime vite che si stanno per spegnere, eppure sono piene di parole di tenerezza: “Carissimi genitori”, “Dolce amore mio”, “Figlia mia adorata”. Affrontavano il sacrificio estremo perché volevano donare come ultimo atto d’amore la libertà ai propri cari. Noi siamo i beneficiari di questo enorme regalo: siamone sempre all’altezza. E non roviniamo il 25 Aprile con polemiche e divisioni. Ricordiamo le vittime del nazifascismo, come faremo tra qualche ora a Castelnuovo dei Sabbioni, in Toscana. E teniamo tutti insieme alta la bandiera della libertà, il dovere della memoria, la riconoscenza verso la Resistenza. Buon 25 aprile!”  (ANSA)




LA GIORNATA POLITICA

La giornata di Renzi è proseguita poi al teatro di Cavriglia per un appuntamento politico in vista delle primarie di domenica prossima per la corsa alla segreteria. "Ci si impegna per scegliere il giorno peggiore e poi si dice dell’affluenza. Ora bisogna fare uno sforzo per la più ampia partecipazione possibile. Domenica c’è un partito che affida la sua leadership ai cittadini ed è un grande valore di democrazia. Noi le primarie le facciamo non parlando di Orlando e non parlando di Emiliano, noi parliamo dell’Italia”.

Non è mancato il riferimento anche all'inchiesta Consip. "Voglio che si vada rapidamente a sentenza perché noi la parola onestà non lasciamo in prestito a nessuno. Noi la parola onestà l’abbiamo iscritta nei nostri valori e se qualcuno ha cercato di falsificare le prove su di me, quando facevo il presidente del Consiglio, sappiano che non gliele lasceremo passare, che andremo fino in fondo, che getteremo luce su questa vicenda, perché potete pensare tutto di noi ma meno che non siamo persone serie e rigorose. Voglio che i magistrati, non i giornalisti, non i politici, non i blogger grillini, non gli aspiranti stregoni, ma le persone deputate, cioè i magistrati vadano rapidamente a sentenza perché noi la parola onestà non la lasciamo in prestito