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Nuovo importante passaggio istituzionale per il Progetto sulla corretta e sana alimentazione promosso e coordinato da Coldiretti Arezzo con il supporto del Movimento Donne Impresa, di Campagna Amica, della rete di fattorie didattiche Coldiretti e Associazione pensionati. Proprio in questi giorni è arrivato il patrocinio dell’Ufficio scolastico Regionale della Toscana già annunciato nelle settimane passate dal Dottor Roberto Curtolo, Provveditore di Arezzo al quale era stato presentato il piano di lavoro che la Coldiretti Arezzo sta portando avanti da tre anni in tutta la provincia.
Oltre 1.800 bambini coinvolti, 6 comuni e 7 istituti scolastici aderenti, lezioni teoriche in aula a cura degli operatori di fattoria didattica e medici professionisti, incontri con le famiglie, spuntino di metà mattina a base dei prodotti delle aziende di Campagna Amica, orti didattici e fattorie a porte aperte per accogliere in azienda gli alunni.
Sono queste le azioni progettuali previste : un approccio nuovo all'educazione alimentare basato sulla riscoperta del gusto e sulla stagionalità dei prodotti, la sperimentazione didattica già a partire dalle scuole primarie, la creazione di una rete nel territorio, che coinvolge, alunni, docenti e famiglie e produttori locali. Sono queste le caratteristiche del progetto “Mangia sano Mangia amico, Mangia a km 0” di Coldiretti Arezzo che intende avvicinare adulti e bambini ai principi di una corretta alimentazione: perché a mangiare bene si insegna e soprattutto si impara.
“Insomma – commenta il Direttore di Coldiretti Arezzo Mario Rossi - lo scopo di tale progetto, parte integrante del percorso di Campagna Amica, è avvicinare i ragazzi al mondo rurale ricostruendo il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura e la stagionalità con i cibi consumati ogni giorno, nella convinzione che una sana educazione alimentare debba proprio cominciare in classe, quale elemento di promozione della salute e della conoscenza dei prodotti dei territori italiani”.
“Da anni, afferma Rossi – ci battiamo per tracciabilità, qualità e territorialità delle produzioni agricole, importanti oltre che per la nostra salute, anche per l’economia locale. L'effetto nefasto di una cattiva alimentazione non è solo l'obesità, ma si sviluppa a seguito di una alimentazione scorretta. Ciò dimostra l'importanza prioritaria di formare una vera e propria cultura della “buona e sana tavola”, educazione che deve partire necessariamente dall'età scolare per vivere meglio e più a lungo. I prodotti tradizionali e tipici rispondono all'esigenza di garantire sicurezza alimentare, tutela ambientale e salvaguardia del lavoro dei nostri imprenditori”.
“Siamo davvero soddisfatti del riconoscimento ottenuto a livello regionale – conclude Rossi – perché il supporto del mondo scolastico e delle amministrazioni comunali confermano quanto il contatto con le aziende agricole, con chi opera nel territorio con chi produce e con coloro che sono i detentori della nostra tradizione e cultura è un mezzo efficiente ed efficace per far conoscere ai ragazzi il loro territorio, la nostra cultura alimentare e riportare nelle famiglie questa conoscenza, valorizzando il lavoro delle nostre aziende agricole”.
“Anche il progetto di Educazione alla Campagna Amica – afferma il Presidente di Coldiretti Arezzo Tulio Marcelli - fa parte del percorso di Coldiretti per realizzare una filiera agricola tutta italiana. L’obiettivo è che i bambini acquisiscano consapevolezza di cosa mangiano e quando è giusto consumare un prodotto seguendone la stagionalità. Questi progetti coinvolgono poi anche le famiglie. Quello che vogliamo è promuovere non solo l’educazione ma anche la sicurezza alimentare: cibi freschi, genuini e tangibili, non solo sui banchi del mercato ma dai produttori ribadendo l’identità locale”.
“Tale proposta – ci tiene a precisare Marcelli – costituisce una fondamentale azione di sensibilizzazione poiché consente di dialogare con il sistema scolastico in generale ed in particolare con gli studenti e di fare su di loro la scommessa più importante per il futuro dell’intera società che si fonderà su questi piccoli grandi consumatori, consapevoli del valore dell’agricoltura come fonte di cibo e come speciale veicolo di tradizioni, storia e cultura”.
“Come Coldiretti – ha concluso Marcelli – ci aspettiamo anche che presto le amministrazioni locali promuovano anche nelle mense scolastiche un’alimentazione che valorizzi le produzioni locali, il Km zero, aiutando in questo modo la messa in pratica delle conoscenza positive sulle produzioni genuine del territorio e appunto della stagionalità che i ragazzi acquisiscono nel loro percorso scolastico, valorizzando il lavoro quotidiano delle nostre imprese”.