Il Mengo Music Fest entra nel vivo, al via la 13esima edizione
L’appuntamento è per le 18, dunque e il gruppo che dovrà rompere il ghiaccio saranno gli Ezechiele 25.17, una band di Cagliari e il loro misto di rock, nuovo cantautorato italiano e trovate elettroniche. A seguire gli Once in a Lifetime, un progetto che affonda le sue radici nella storica band aretina Manspuch. Il genere proposto dal gruppo è un'alternative rock dalle tinte psichedeliche e dalle sfumature progressive. Dopo di loro, saliranno sul palco i Please Diana, la cui origine del loro nome è ancora sconosciuta ai più: si tratta - sostengono i ragazzi - di un incitamento nato in sede prettamente sessuale di una coppia inglese sbirciata di nascosto al Notting Hill Gate Hotel di Londra. Anche se non è da escludere - affermano subito dopo - che la pista potrebbe essere anche "un accostamento laborioso e metodico di varie parole scelte in maniera non prestabilita affinché producessero un gradevole suono".
Dopo lo spazio agli esordienti, la giornata proseguirà coi big di una serata dalle tinte più intime e piena dei cantautori più interessanti della scena indie-rock italiana, fra le le quattro del Mengo Music Fest: avanti coi Virginia Waters, con i quai la leader, Maria Teresa Tanzulli, dopo aver chiuso il progetto Ausländer ed essersi fatta le ossa calcando palchi importanti come quelli di Italia Wave, Heineken Jammin’ Festival e Sziget Festival di Budapest, decide di affrontare una strada musicale completamente diversa, nuova, più poetica. Il desiderio è quello di far crescere quei brani che sono già in incubatrice da un anno, musica e testi sono già pronti, grazie ad una band d’eccezione.
A chiudere la serata, Edda e Giorgio Poi. Quest'ultimo fenomeno del momento, che trascorre l’infanzia a Lucca e poi a Roma. Appena ventenne si trasferisce a Londra, dove si diploma in chitarra jazz alla “Guildhall School Of Music And Drama”. Dal 2013 vive tra Londra e Berlino, guardando l’Italia da lontano, subendone il fascino grazie alla distanza. Così inizia a scrivere alcuni brani in italiano. Ne viene fuori un disco di canzoni d’amore personali, malinconiche e psichedeliche. E poi Edda. Un artista, un mito: in principio furono i Ritmo Tribale, con la bellezza di 6 dischi e qualche centinaia di concerti. Poi una lunga pausa dalla musica e dalla vita sociale. Una crisi personale, anni difficili, droga, comunità di recupero. Tutto sviscerato nelle canzoni che comporranno il suo primo disco solista. Ne seguiranno altri quattro. Oggi Edda torna con “Graziosa Utopia”, un disco maturo, forte e disperato, denso di suggestioni, spiritualità, provocazioni e amore incondizionato.
Ma il cartellone del Mengo Music Fest non finisce qua: ecco anche il Mengo Cult, che si svolgerà alle Logge Vasari, in piazza Grande. Tanti gli incontri letterari, i dibattiti e le mostre: mercoledì 5 luglio si inaugura con un dibattito incentrato su “Musica, Giovani e cultura” con il Maestro Roberto Fabbriciani e il Presidente di Unesco Giovani Paolo Petrocelli. Presenta Marco Picinotti.