Caso Saione, Ghinelli: "pattugliamento fisso tra Via Piave e Via Trasimeno"
E' chiaro che una specifica tendenza dell'indirizzo residenziale del quartiere, tradizionalmente frequentato da famiglie del ceto medio aretino, abbia fatto in modo che questa parte di città si trasformasse, negli ultimi anni, in quella a più alta densità di residenti stranieri, la gran parte dei quali vive pacificamente, operosamente e in piena regola. Di fatto è un quartiere che ha perso in un tempo molto breve la propria identità: un processo che ha creato uno smarrimento diffuso tra i residente di sempre, che faticano a volte ad accettare abitudini e consuetudini caratterisitiche di etnie diverse e lontane. Ma i problemi più seri che da tempo affliggono la zona sono purtroppo riconducibili alle conseguenze di una presenza temporanea di stranieri, per lo più africani, i quali, ospiti delle strutture di accoglienza, frequentano quotidianamente le strade della zona, dove alcuni locali si prestano come punti di ritrovo. E’ un dato di fatto che alcuni di questi stranieri mettano in atto comportamenti che male si confanno ai principi di una convivenza civile e al rispetto delle regole e del decoro, quando addirittura non commettono azioni illecite, ed è comprensibile e condivisibile che la reiterazione di tali atteggiamenti porti alla esasperazione e alla percezione di una sensazione di insicurezza in coloro i quali lì vivono, magari da sempre, con le proprie famiglie. E' altrettanto indiscutibile che tali problematiche siano la conseguenza di una gestione inadeguata del fenomeno immigrazione da parte del governo centrale. La tutela e la sicurezza dei cittadini è la nostra priorità.