L’esperienza del tavolo ludopatie di Anci Toscana nasce dalla necessità di tutelare le fasce più deboli della cittadinanza da un disagio che diventa sempre più percettibile e trasversale e di fare la nostra parte, come Enti Locali, inserendosi nella grande rete territoriale che coinvolge l’Azienda Sanitaria, Le Forze dell’Ordine, le Categorie Economiche ed un mondo dell’associazionismo attento e sensibile. In Toscana è attualmente vigente la L.R. 57/2013 che sul tema lascia spazio agli Enti Locali per l’individuazione di ulteriori luoghi sensibili (oltre alle scuole, luoghi di culto, centri sportivi..). Anci ha quindi distribuito una bozza di Regolamento Comunale sul Gioco Lecito che aggiunge ai citati spazi anche i parchi pubblici, i locali di proprietà comunale e delle società partecipate, stazioni ferroviarie o terminal di autobus, sportelli bancari e “compro‐oro” invitando ad aggiungerne altri, opportunamente motivati, ma che rappresentino specifici spazi aggregativi locali. Allo stesso modo Anci ha proposto la modifica della suddetta L.R. 57/2013 introducendo l’obbligo di formazione obbligatoria per gli esercenti, già prevista da alcuni ordinamenti regionali italiani, si ritiene infatti che il personale operante nel settore debba trovasi preparato nel riconoscere l’insorgere la patologia,gli strumenti socio‐sanitari da attivare, e nel trattare situazioni di particolare pericolosità dovute anche ad altre forme di tossico‐dipendenza che il giocatore può manifestare”.
BRACCIALI: BASTA LETTERINE, ORA IL REGOLAMENTO
Sul tema interviene anche il consigliere comunale del Pd Matteo Bracciali: "77 milioni di euro. Queste sono le cifre del gioco d'azzardo e del conseguente disastro sociale che si è compiuto nel comune di Arezzo nel 2016. Ad aprile il consigliere Alessandro Caneschi aveva chiesto al Comune di Arezzo di approvare un regolamento sul gioco lecito sul modello di quello distribuito in tutta la Regione da Anci Toscana ma ancora i primi giorni di giugno l’assessore Tanti, in risposta all’interrogazione del consigliere Caporali, ribadiva la volontà di “...attendere un regolamento regionale per poi adottarlo. Questo per evitare che si verifichino i rischi incorsi da altri Comuni che hanno agito singolarmente e poi hanno visto i loro regolamenti impugnati al Tar e annullati”.Ci risulta che il Regolamento sul gioco lecito elaborato in bozza da Anci Toscana e già distribuito a partire da marzo, non sia stato impugnato in nessuno dei Comuni dove è stato approvato. Forse l’Assessore si riferisce al Comune di Livorno che ha presentato un Regolamento scritto di propria iniziativa forzando, con una politica marcatamente proibizionista, l’introduzione di un eccessivo numero di luoghi sensibili e di fatto inibendo le nuove aperture di punti gioco sull’intero territorio comunale. O, forse, fa riferimento alle ordinanze di alcuni Sindaci toscani che hanno tentato di regolamentare le fasce orarie di apertura degli esercizi incorrendo alla bocciatura del Tribunale Amministrativo per mancanza di dati epidemiologici specifici. Si fa forse confusione tra luoghi sensibili, orari, regolamenti, ordinanze.
La volontà manifestata questa mattina dall’Assessore Tanti di sensibilizzare sul tema del gioco d’azzardo patologico attraverso l’invio di una “... lettera aperta” ai CAS poteva certamente essere superata attraverso l’approvazione dello stesso regolamento dove, tra i luoghi sensibili, sono appunto annoverati tutti i locali di proprietà comunale e quelli afferenti alle società partecipate.
Assessore, vi siete dannati l'anima per due anni per dare aggiornare il regolamento delle sagre e delle feste paesane come se questa fosse la priorità per gli aretini, mentre su questa vicenda che pesa in termini economici e sociali sulla nostra comunità, ancora siamo alle solite "letterine".