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“La novella Evita, M.Elena Boschi, è diventata un problema imbarazzante per le istituzioni di questo paese. Aveva detto che mai avrebbe messo mano alle questioni bancarie, a causa della posizione di suo padre. Fu contraddetta da un illustre giornalista: mentì al Parlamento e smentì il giornalista, annunciò indignata querele, mai presentate. Già questo, in un paese anche primordialmente democratico, sarebbe sufficiente per riconsegnarla senza imbarazzi alla sua Laterina, alla vita civile e all’avvocatura”. Con queste parole, in una nota stampa, l’Onorevole aretino Maurizio Bianconi, Gruppo Misto.
“Ma oggi – si continua a leggere nella nota – siamo al top: lei, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, figlia di un padre bancariamente in guai serissimi, partecipa alla stesura del testo e conosce il contenuto della mozione anti Visco voluta da Renzi (assai meno da Gentiloni)”.
“Insomma, chi formalmente sta perseguendo il padre e gli chiede fra le altre cose una quarantina di milioni di Euro, viene sfiduciato con la fattiva collaborazione della figlia,che si avvale della sua posizione istituzionale”.
“Che la cosa – continua – abbia generato una mezza crisi istituzionale, che Visco sia uno tra i peggiori fra gli antitaliani del clan Draghi, che Gentiloni si dimostri più che un educato un inetto senza attributi, tutto passa in second’ordine di fronte a quello che ormai è diventato non uno scandalo nazionale, ma lo scandalo nazionale; e cioè la permanenza di un simile personaggio, sordo ad ogni senso istituzionale, ai vertici dello Stato”.
“E quel che è inspiegabile, senza che alcuno sollevi il problema. Anzi – prosegue Bianconi – addirittura c’è’ chi dice che potrebbe succedere o alla Boldrini o a Renzi: prova che ormai è ampiamente travalicato il comune senso del pudore e che al peggio non c’è mai fine”, conclude infine nella nota.