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Dopo mesi di trattative e una maratona no stop di ventisette ore, è stato firmato ieri a Bergamo un importante accordo tra UBI Banca e la FABI e tutti i sindacati aziendali, in merito all'aggiornamento del Piano Industriale 2020; revisione del Piano resasi necessaria proprio a seguito dell'acquisto a primavera di BancaEtruria, Banca Marche e CariChieti. Questo accordo-quadro si concentra sulle materie più sensibili e più urgenti, fissando le regole che andranno poi a disciplinare tutto il contesto di un progetto industriale complesso e variegato. Così, sono state evitate le esternalizzazioni di personale fuori dal Gruppo e sono stati regolati quasi quattrocento prepensionamenti volontari in tutto il nuovo Gruppo UBI; di questi, 65 saranno individuati nella Macro Area Territoriale Lazio/Toscana/Umbria, mentre potranno accedere al Fondo Esuberi anche una quindicina di lavoratori BancaEtruria che erano rimasti esclusi da un precedente esodo del marzo scorso. Alle uscite, si accompagneranno entro fine 2018 centotrenta nuove assunzioni, andando a riprendere anche validi e titolati colleghi che per anni hanno prestato il loro servizio ad Arezzo e nella nostra banca.
Sono stati posti limiti chilometrici ai trasferimenti di personale, regolati i passaggi di lavoratori fra le aziende del Gruppo UBI, incoraggiato la trasformazione dei contratti di lavoro part time, si punta ad un importante piano formativo per i colleghi provenienti da Etruria e dalle altre due banche acquisite e viene sottolineata l'importanza delle pari opportunità fra tutti i dipendenti del Gruppo bancario. Poi, sempre nell'ottica del contenimento dei costi, vengono proposti i "Social day", centosessantamila giornate di astensione volontaria dal lavoro - su una platea potenziale di 22.500 dipendenti - retribuite al 40%, formula questa usuale nella banca di Bergamo, una novità invece per BancaEtruria.
Infine, per estendere il Contratto di lavoro integrativo della capogruppo anche alle tre Bridge banks e a tutte le aziende prodotto, andrà fatto un nuovo accordo sindacale entro fine gennaio.La delegazione FABI, il primo sindacato nel Gruppo UBI e a livello nazionale, esprime soddisfazione per l'accordo firmato giovedì, un accordo che, afferma il Coordinatore Paolo Citterio "Ha messo in sicurezza l'occupazione nei territori di riferimento, tutelando nel contempo tutti i lavoratori del nuovo Gruppo UBI. Abbiamo evitato le esternalizzazioni e le uscite obbligatorie, puntando sui prepensionamenti volontari e favorendo la nuova occupazione"; continua il responsabile FABI del Gruppo che "la maggiore difficoltà è stata nel trovare il giusto equilibrio fra le tante e diverse realtà che ora compongono il Gruppo UBI". Scopi questi che Citterio aveva già prefigurato ad Arezzo poche settimane fa, di fronte agli iscritti FABI di BancaEtruria.
I rappresentati locali e aziendali del primo sindacato tra i bancari parlano di un accordo che tiene conto delle specificità anche di BancaEtruria, nella salvaguardia dei posti di lavoro e nell'estensione delle garanzie occupazionali ad Arezzo e in via Calamandrei, sede della direzione generale e ancora di Etruria Informatica, come pure del Polo del Wealth Management di Banca Federico del Vecchio. Non solo, stesse identiche garanzie riguarderanno i lavoratori che passeranno nella sede locale che verrà realizzata di UBIS - UBI Sistemi e Servizi (che arriverà a superare i duemila dipendenti in Italia); si parla di un centinaio di lavoratori che oggi sono BancaEtruria e che ad inizio dicembre passeranno nella cosiddetta "macchina operativa" dell'intero Gruppo. Con il nuovo piano di esuberi, sempre volontari, potranno accedere anche alcuni lavoratori del Gruppo Etruria che erano stati esclusi per eccesso di domande nel marzo scorso.Anche se è stato raggiunto un ottimo risultato, in vista dell'entrata in UBI di fine novembre, non è finita qui; la FABI di Arezzo e di Etruria continuerà il suo impegno - all'interno della sua compagine di Gruppo - per portare all'attenzione dei vertici aziendali di Bergamo le esigenze dei nostri territori.