Ad ogni modo la manifestazione annunciata da più organi di stampa per chidere "giustizia equa per Padre Graziano", alla fine c'è stata. Non davanti al carcere di Arezzo, dove il religioso si trova recluso dalla scorsa primavera, ma in una piazzetta poco lontana sempre lungo Via Garibaldi ad Arezzo.

Un dispiegamento di forze dell'ordine piuttosto importante, ha preceduto di prima mattina l'arrivo della delegazione giunta da Roma solo intorno alle 11:30.
Negli striscioni si legge "giustizia equa senza discriminazioni" e soprattutto "qualcuno sa la verità".
I connazionali di Padre Graziano puntano il dito anche nei confronti della famiglia di Guerrina Piscaglia, la 50enne che manca da Cà Raffaello dal maggio 2014 e c'è persino qualcuno che parla di "complotto".
Quando le domande si fanno un pò più precise, ovvero se qualcuno conosce personalmente Padre Graziano o se sa qualcosa di questa vicenda, le risposte sono molto vaghe. L'unica cosa su cui tutti sono d'accordo è che è giusto manifestare solidarietà ad un padre spirituale come Gratien, "una persona perbene e generosa", ci dice un suo connazionale, "non si può condannare una persona sui mass media come è stato fatto con Padre Graziano".
Il capo della comunità congolose a Roma Philippe Lubaki fa anche un appello video al religioso affinchè dica quello che sa sulla sparizione di Guerrina.
Intanto in mattinata è arrivato anche l'incarico ufficiale, firmato dallo stesso religioso, per l'avvocato Riziero Angeletti che affiancherà Francesco Zacheo nella difesa di Padre Graziano.
Il prossimo 30 di novembre il Tribunale del Riesame di Firenze dovrà decidere sulla richiesta di arresti domiciliari presentata dai legali di Gratien.
Il 4 di dicembre la prima udienza in Corte d'Assise presso il tribunale di Arezzo per il processo al religioso accusato di omicidio volontario con l'aggravante dei futuli motivi e occultamento e/o distruzione del cadavere di Guerrina Piscaglia.