Piero della Francesca. I primi risultati del restauro della Resurrezione, opera dipinta in 18 giornate
L’intervento, conservativo e di restauro sull’opera, è iniziato con test mirati per effettuare le operazioni di prima pulitura, operazione finalizzata al momento solo alla asportazione delle sostanze estranee di deposito e di accumulo e dei fissativi applicati sulla superficie pittorica in passato, che hanno subito trasformazioni chimiche che li rendono dannosi. E stata così recuperata la visibilità di alcuni particolari, come piccoli borghi, torri e castelli che popolano le colline dello sfondo.
Sul fronte dello studio della tecnica esecutiva sono emersi nuovi particolari. L'opera è stata infatti realizzata tramite 18 giornate, cioè 18 stesure intonaco: questo non significa che Piero abbia impiegato effettivamente 18 giorni per dipingere l’opera. Una giornata poteva infatti corrispondere ad un periodo di tempo superiore al giorno solare.
E’ risultato evidente anche che tutta la cornice perimetrale dell’opera, integrata perché fortemente lacunosa, è stata completata in varie riprese, almeno 4. E' stato appurato inoltre come sia rimasta incompleta fino a tempi relativamente recenti come dimostra una documentazione fotografica del 1961 grazie alla quale si possono vedere alcune le zone perimetrali di colore bianco o stuccature angolari di colore neutro.
Come tecnica di trasporto del disegno, Piero ha impiegato il metodo dello spolvero che ha lasciato sul muro la memoria di un esattissimo e ammirevole disegno.
La tecnica pittorica è attualmente ancora oggetto di indagini scientifiche, ma si tratta molto probabilmente di una tecnica mista, di cui la maggior parte della campiture cromatiche, fu realizzata a secco.