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Sono tra i primi firmatari dell’esposto contro il quotidiano Libero che l’associazione culturale del Bangladesh ha deciso di presentare alla Procura della Repubblica. Se uno crede di arginare la violenza usando parole violente, riducendo un fenomeno terribile come il terrorismo a facili equazioni, non compie un ruolo utile alla crescita di consapevolezza nell’opinione pubblica. Che a slogan banali ricorrano leader politici è capibile, per quanto non giustificabile, che vi ricorra la stampa, per missione strumento di riflessione e non fomentatrice di odio, è di assoluta gravità. Mi sia permesso di esprimere inoltre la mia totale solidarietà al popolo francese le cui reazione, come quella successiva ai fatti altrettanto drammatici di Charlie Hebdo, dimostra come dinanzi a vicende che colpiscono al cuore, una comunità può reagire anche facendo a meno della schizofrenia.