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Venticinque minuti. Tanto è durato il Consiglio dei Ministri, iniziato alle 18:10 e che alle 18:35 ha varato il decreto salva-banche che interessa tra i vari istituti anche Banca Etruria.
Il decreto di fatto renderà operativi i tutti i meccanismi delle nuove regole europee per i salvataggi bancari.
La manovra è stata quindi raccordata con quella italiana. Il salvataggio avverrà attraverso il Fondo unico di risoluzione e la nascita, già da domani, di 4 bad bank (nelle quali scaricare i crediti deteriorati) e 4 good bank (dove confluiranno gli asset buoni). Garantita l’operatività immediata dell’istituto di credito aretino che con questa operazione, cambierà nella sostanza anche se agli sportelli per correntisti e per i dipendenti non cambierà nulla. 
Con la giornata di oggi tuttavia nascono banche diverse da quelle che hanno chiuso le serrande per il weekend venerdì pomeriggio.
Il progetto si basa sulla nascita di quattro banche ponte che prendono il posto dei quattro istituti di credito in crisi.
Oltre a Banca Etruria il decreto legge riguarda infatti anche Banca Marche, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti.
Lo stesso progetto prevede l’apertura di maxi linee di credito da parte di Intesa, Unicredit e Ubi. Ora inizia l'attesa per la reazione dell'Unione Europea a tutta l’operazione. Nelle prossime ore dovranno inoltre essere nominati commissari speciali per guidare le quattro good bank.

Il comunicato stampa:

Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi, domenica 22 novembre 2015, alle ore 18.10 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti.

DISPOSIZIONI URGENTI PER IL SETTORE CREDITIZIO

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, ha approvato un decreto legge che contiene alcune norme procedimentali volte a agevolare la tempestiva ed efficace implementazione delle procedure di risoluzione di Cassa di risparmio di Ferrara S.p.A, Banca delle Marche S.p.A, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio - Società cooperativa e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti S.p.A.

In particolare, nella cornice del nuovo quadro normativo in materia di gestione delle crisi bancarie definito dai decreti legislativi n. 180 e 181 del 16 novembre 2015, la Banca d’Italia ha deliberato in data 21 novembre 2015 i provvedimenti di avvio della risoluzione, approvati dal Ministro dell’economia e delle Finanze in data odierna a seguito della positiva decisione della Commissione europea sui programmi di risoluzione previsti nei provvedimenti stessi.

Il decreto legge ha un ambito estremamente circoscritto. Esso è volto unicamente a:

costituire tempestivamente le nuove banche (banche-ponte) contemplate dai provvedimenti di avvio della risoluzione delle banche in questione;definire un quadro normativo certo sulle modalità con cui saranno raccolti i contributi da parte del settore bancario al Fondo di risoluzione nazionale successivamente all’integrale avvio del Meccanismo di risoluzione unico;definire le modalità di applicazione della disciplina della conversione in credito d’imposta delle attività per imposte anticipate nel caso di procedure di risoluzione.

Il decreto legge non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione. Inoltre, in piena conformità con quanto previsto dal d.lgs. 180/2015, i provvedimenti di avvio alla risoluzione, non prevedono il ricorso al bail-in.

Il decreto legge entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, prevista per domani 23 novembre 2015.

Il Consiglio dei ministri è terminato alle 18.33.