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La CISL lancia un nuovo grido d’allarme sui possibili taglia Patronati e Caf. Nella legge di Stabilità è infatti previsto un nuovo doppio colpo. Prima con un taglio diretto del fondo di finanziamento di 28 milioni di euro e poi con la decurtazione dell’aliquota di contribuzione dallo 0,207 allo 0,193, oltre alla riduzione dal 75 al 60% degli anticipi che vengono versati in base al monte contributi dell’anno precedente.
CISL CESARINI e DURANTI“Siamo punto e a capo con un nuovo attacco al sistema dei Patronati e dei CAF, tuonano da Viale Michelangelo, già lo scorso anno c’era stata una sforbiciata ed ora eccoci di nuovo alle prese con una nuova possibile decurtazioni, ma le domande dei cittadini, incalzano i direttore di INAS, Paolo Cesarini e CAF, Piergiovanni Duranti, alle quali noi rispondiamo gratuitamente, non sono diminuite, anzi.
Eccoci che, ancora una volta dovremo mobilitarci per evitare la chiusura di un servizio essenziale visto che le normative in ambito previdenziale e fiscale sono sempre più complicate e difficili e l’utente/cittadino non ha gli strumenti per fare da solo. Il nostro ruolo di assistenza, fin da quando siamo nati, e parliamo del 1949, lo abbiamo sempre svolto con competenza e gratuità. Ora questi tagli, se attuati, mettono fortemente in discussione. I Patronati ed i CAF sono dei “front office” di base che sopperiscono a quella mancanza di rapporto diretto, sia di INPS, sempre più distante dai cittadini, sia della Agenzia delle Entrate.
Pensate, aggiungono i due direttori, che anche nel calcolo delI’IMU e della TASI, che doveva essere effettuato dai Comuni, ma mai avvenuti, se non ci fossero stati i CAF i cittadini avrebbero trovato enormi difficoltà. Parliamo a ragion veduta, aggiungono, visto che la nostra utenza nelle 9 sedi provinciali è di circa 50mila contatti annui.
Ancora una volta dovremo mobilitarci per evitare la chiusura di un servizio essenziale per i cittadini: un servizio che i lavoratori si pagano visto che versano un contributo al Fondo Patronato.