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E' stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l'emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per più di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l’anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.
“Tutto questo – spiega il presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli – è di fatto un grave danno all’ambiente e alle nostre produzioni, e proprio in occasione della conferenza Onu sul clima di Parigi è importante anche evidenziare il contributo che stili di vita più sobri e responsabili possono dare per contrastare i cambiamenti climatici e salvare il pianeta, considerato che il 40% delle emissioni sono legate ai trasporti, tra i quali i trasporti agroalimentari”.
"Il consumo durante le feste di Natale di prodotti fuori stagione provenienti di migliaia di chilometri di distanza è - sottolinea poi il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - una tendenza snob che concorre a far saltare il budget dei cenoni con prezzi superiori fino ad oltre dieci volte a quelli di mele, pere, kiwi, uva, arance e clementine Made in Italy. Si possono, invece, stupire gli ospiti nei banchetti natalizi o di fine anno – insiste Rossi - anche semplicemente con la riscoperta degli eccellenti prodotti del territorio a km zero frutto delle imprese agricole della vallate aretine, dai salumi ai formaggi, agli ortaggi genuini e a volte poco conosciuti, ma che valorizzano le tradizioni locali e garantiscono un sicuro successo a prezzi contenuti, rimandando alla giusta stagione il consumo di ciliegie, anguria, asparagi o fagiolini”.