della violenza stessa. Successivamente hanno preso la parola i legali ospiti del convegno per parlare di "Tutela e strumenti in sede civile e penale contro la violenza sulle donne". La Dottoressa Viviana Esmeralda D'Ettoris, avvocato civilista ha detto: " i primi punti di accoglienza in questi casi sono i centri di antiviolenza, grazie a loro si è fatto molto in campo normativo. Dal punto di vista civile si può fare molto, quando ancora il comportamento di colui che commette la violenza è meno grave, si può chiedere al tribunale un provvedimento al giudice. Le vittime infatti possono chiedere l'allontanamento dalla casa familiare di chi commette la violenza. Il civilista entra in campo all'inizio, però poi il bisogno di coordinarsi con il penalista è essenziale". Proprio su questo campo, la Dottoressa Francesca Marolda, avvocato penalista, ha dichiarato: " in sede penale c'è piena possibilità dopo la querela di chiedere un particolare provvedimento, tra i quali l'allontanamento dalla casa familiare del molestatore, il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa e anche l'erogazione di un assegno di mantenimento. Molte volte proprio per un motivo economico, le donne vittime non reagiscono e non denunciano la violenza subita. Il legislatore inoltre ha previsto il patrcinio gratuito in favore della persona offesa vittima di violenza in deroga ai limiti di reddito in ossequio alla Convenzione del Consiglio d'Europa (Istanbul 11.5.11) per garantire loro un'assistenza legale gratuita". Successivamente ha preso la parola il Dottor Paolo Terracciano per parlare del ruolo degli operatori di Polizia: " sicuramente con le nuove leggi relative a questo fenomeno molti aspetti sono cambiati, ma il problema fondamentale rimane la creazione di un supporto, perché la normativa da sola non può cambiare. L'operatore di Polizia in queste situazioni prova un forte disagio davanti a queste donne, perché comunque c'è una difficoltà a denunciare il molestatore e quindi deve aumentare il livello di fiducia tra lui e la donna vittima di violenza. C'é bisogno di una creazione di una rete di protezione per le vittime di stalking". Proprio su questo caso c'è stato il racconto in prima persona di una donna vittima di violenza, R. (l'iniziale del nome), che ha racconto "l'inferno" che ha passato, le molestie subite da parte del compagno e l'annientamento psicologico. La donna ha posto l'attenzione sulle lunghe trafile che ha dovuto percorrere in ambito legale, dove è stata costretta più volte a rivivere quei momenti difficili nei racconti davanti al giudice e sulle difficoltà a far capire il problema agli uomini delle forze dell'ordine. A tal proposito è intervenuto il Maresciallo dei carabinieri di Subbiano, Fabio Rizzo, che ha invitato a denunciare gli episodi di violenza e di non tornare sui propri passi riallacciando i rapporti con il molestatore, perché poi diventa tutto più complicato e si allungano i tempi per arrivare ad una situazione definitiva. Il maresciallo inoltre, riconoscendo che chi fa stalking è una persona malata, ha sempre chiesto il ricovero in luoghi di cura per far sì che il problema si risolva alla fonte. A conclusione del convegno il Dottor Carlo Livraghi, psicoterapeuta, ha posto l'attenzione tramite delle slides sullo stereotipo di genere, facendo vedere casi di pubblicità di marchi di moda, riviste per ragazzi ed altro dove si gioca molto sull' aspetto sessuale e quello del servilismo, ponendo sempre la donna come oggetto di desiderio nei confronti dell'uomo. A Subbiano il convegno "Il coraggio di esser donna" per dire stop alla violenza sulle donne
della violenza stessa. Successivamente hanno preso la parola i legali ospiti del convegno per parlare di "Tutela e strumenti in sede civile e penale contro la violenza sulle donne". La Dottoressa Viviana Esmeralda D'Ettoris, avvocato civilista ha detto: " i primi punti di accoglienza in questi casi sono i centri di antiviolenza, grazie a loro si è fatto molto in campo normativo. Dal punto di vista civile si può fare molto, quando ancora il comportamento di colui che commette la violenza è meno grave, si può chiedere al tribunale un provvedimento al giudice. Le vittime infatti possono chiedere l'allontanamento dalla casa familiare di chi commette la violenza. Il civilista entra in campo all'inizio, però poi il bisogno di coordinarsi con il penalista è essenziale". Proprio su questo campo, la Dottoressa Francesca Marolda, avvocato penalista, ha dichiarato: " in sede penale c'è piena possibilità dopo la querela di chiedere un particolare provvedimento, tra i quali l'allontanamento dalla casa familiare del molestatore, il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa e anche l'erogazione di un assegno di mantenimento. Molte volte proprio per un motivo economico, le donne vittime non reagiscono e non denunciano la violenza subita. Il legislatore inoltre ha previsto il patrcinio gratuito in favore della persona offesa vittima di violenza in deroga ai limiti di reddito in ossequio alla Convenzione del Consiglio d'Europa (Istanbul 11.5.11) per garantire loro un'assistenza legale gratuita". Successivamente ha preso la parola il Dottor Paolo Terracciano per parlare del ruolo degli operatori di Polizia: " sicuramente con le nuove leggi relative a questo fenomeno molti aspetti sono cambiati, ma il problema fondamentale rimane la creazione di un supporto, perché la normativa da sola non può cambiare. L'operatore di Polizia in queste situazioni prova un forte disagio davanti a queste donne, perché comunque c'è una difficoltà a denunciare il molestatore e quindi deve aumentare il livello di fiducia tra lui e la donna vittima di violenza. C'é bisogno di una creazione di una rete di protezione per le vittime di stalking". Proprio su questo caso c'è stato il racconto in prima persona di una donna vittima di violenza, R. (l'iniziale del nome), che ha racconto "l'inferno" che ha passato, le molestie subite da parte del compagno e l'annientamento psicologico. La donna ha posto l'attenzione sulle lunghe trafile che ha dovuto percorrere in ambito legale, dove è stata costretta più volte a rivivere quei momenti difficili nei racconti davanti al giudice e sulle difficoltà a far capire il problema agli uomini delle forze dell'ordine. A tal proposito è intervenuto il Maresciallo dei carabinieri di Subbiano, Fabio Rizzo, che ha invitato a denunciare gli episodi di violenza e di non tornare sui propri passi riallacciando i rapporti con il molestatore, perché poi diventa tutto più complicato e si allungano i tempi per arrivare ad una situazione definitiva. Il maresciallo inoltre, riconoscendo che chi fa stalking è una persona malata, ha sempre chiesto il ricovero in luoghi di cura per far sì che il problema si risolva alla fonte. A conclusione del convegno il Dottor Carlo Livraghi, psicoterapeuta, ha posto l'attenzione tramite delle slides sullo stereotipo di genere, facendo vedere casi di pubblicità di marchi di moda, riviste per ragazzi ed altro dove si gioca molto sull' aspetto sessuale e quello del servilismo, ponendo sempre la donna come oggetto di desiderio nei confronti dell'uomo.