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Un atto di indirizzo con cui chiedere al sindaco di incontrare i vertici di Banca Etruria. Il coordinamento provinciale di Forza Italia annuncia le prossime tappe della sua battaglia politica: "Alla luce degli ultimi fatti riportati dalla cronaca sul presunto conflitto d'interessi degli ex vertici di Banca Etruria, presenteremo un atto di indirizzo al prossimo consiglio comunale. Chiederemo al Sindaco di rappresentare le istanze del territorio incontrando i nuovi vertici dell'Istituto, di incontrare i sindacati bancari e le associazioni dei soci e dei dipendenti, e di coordinare un tavolo provinciale per discutere tutti insieme del futuro della Banca.
DettoreIl nuovo impegno che dovrà nascere sarà quello di attivarsi nei modi e nelle sedi opportune per il sostegno agli azionisti ed agli obbligazionisti subordinati che hanno perso i propri investimenti, e allo stesso tempo farsi sostenitore di ogni azione, anche in sede legale, al fine di determinare le responsabilità che hanno portato prima al commissariamento e poi alla messa in liquidazione della vecchia Banca Etruria.
Sabato scorso abbiamo presentato in parlamento molti emendamenti alla proposta del Governo grazie all'On.Bergamini e agli altri parlamentari di Forza Italia. Vogliamo che tutti i risparmiatori siano risarciti e non soltanto "alcuni". Gli emendamenti a firma dei deputati di Forza Italia Brunetta, Giorgetti, Bergamini, Milanato, Occhiuto, Polverini, Prestigiacomo, Russo e di Rampelli di FDI, prevedono che il Fondo istituito dal governo non si limiti a 100 milioni di euro, ma sia alimentato fino al ristoro totale di tutti gli obbligazionisti subordinati; che i collegi arbitrali che definiranno gli aventi diritto e l'ammontare degli indennizzi siano gli stessi attualmente operanti presso le Camere di commercio; che gli obbligazionisti truffati possano ricorrere anche allo strumento della "class action" collettiva o che sia loro in alternativa consentito l'acquisto di warrant che diano diritto alla sottoscrizione a prezzo predefinito di azioni delle nuove banche; che sia riconosciuta la responsabilità degli amministratori dei quattro istituti di credito falliti, con le misure di natura cautelare e conservativa che questo comporta.
Ci auguriamo, ancora una volta, che tutti i parlamentari aretini, e soprattutto quelli del PD, convergano sulle nostre posizioni, e contribuiscano da un lato a preservare i risparmiatori da qualsiasi ingiustizia, e dall'altro a chiarire fin da subito che se i vertici aziendali hanno sbagliato, dovranno pagare".