Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Scatterà infine dal primo luglio 2016, salvo che la legge di stabilità non rimandi al primo gennaio 2017, per i non residenti che alloggiano nelle strutture ricettive, l’imposta di soggiorno. La misura dell’imposta verrà stabilita dalla Giunta comunale. “Si tratta di risorse – ha precisato Alberto Merelli – che verranno destinate alla valorizzazione del patrimonio storico e ambientale della città, alla promozione del sistema turistico locale e al mantenimento dei servizi già erogati. Posso anticipare che sarà un euro o un euro e mezzo per strutture ricettive fino a 200 euro di costo e due euro per strutture dal costo superiore”. Ci sono dei paletti già fissati con il regolamento di applicazione approvato. Il testo originario prevedeva che l’imposta si applicasse fino a un massimo di sei pernottamenti consecutivi. Sono esenti i minori fino al compimento dei 12 anni.
tassa soggiornoDonato Caporali e Francesco Romizi hanno proposto come emendamenti di ridurre a quattro i pernottamenti consecutivi per i quali si applica l'imposta e una serie di esenzioni ulteriori: coloro che devono effettuare terapie in strutture sanitarie e le persone che li assistono, portatori di handicap non autosufficienti, gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici che portano assistenza a gruppi organizzati, forze dell'ordine, vigili del fuoco e operatori di protezione civile che pernottano per ragioni di servizio, studenti iscritti a scuole secondarie e università con sedi nel territorio che soggiornano per motivi di studio. I due consiglieri comunali hanno difeso i loro emendamenti sostenendo che riprendono impostazioni già adottate da molti Comuni italiani, da Bologna a Bari e che se è vero che il turismo sanitario sostiene per il 30% il turismo aretino, si tratta di dare priorità a esigenze superiori, quali l'assistenza dei familiari ai degenti ad Arezzo. “Peraltro va detto che la legge di stabilità procrastinerà il divieto per gli enti locali di imporre nuove tasse, quindi fino al 2017 è probabile che l'imposta non veda luce”.
Francesco Macrì ha evidenziato che l'imposta è stata pensata per città invase da un certo tipo di turismo mentre Arezzo è tornata ai minimi storici. “Le amministrazioni precedenti non hanno alimentato la promozione, ci sono state le crisi internazionali, economiche e legate al terrorismo. Il centrodestra inoltre non è favorevole per vocazione a qualsiasi inasprimento fiscale. Gli albergatori saranno poi costretti a sostenere adempimenti burocratici. E pensiamo all'Imu che sopportano le strutture ricettive. Spero che si prenda l'occasione per creare un vero tavolo del turismo per un'autentica promozione e per progetti seri che facciano notare Arezzo nel mondo”.
Paolo Lepri: “in passato, dalle precedenti amministrazioni la tassa di soggiorno era sempre stata rifiutata. Prendiamo atto che c'è questo cambio di prospettiva. Fare una tassa di un euro e 50 per tutte le strutture mi pare che violi il principio di gradualità. A Cortona si va da un euro per gli ostelli ai 5 euro per gli alberghi lussuosi. L'impostazione generale della tassa mi pare criticabile anche sulle esenzioni: è questione di volontà politica”.
Luca Stella: “la richiesta espressa dagli emendamenti mi pare legittima ma credo che occorra partire, quando si tratto di una nuova imposta, in maniera soft, senza sottoporre gli operatori del turismo a infiniti controlli e adempimenti. Già sono gravati, insistere su questa strada mi sembra al momento inopportuno. In futuro, possiamo ampliare il campo delle esenzioni anche nella direzione indicata dai due consiglieri”.
Giovanni Romanini: “il turista va in una città o in un'altra non perché ci sia o meno la tassa di soggiorno ma perché quella stessa città risponde a una sua esigenza estetica. A fronte di una spesa presumibile di un euro e mezzo, che si attesta sul minimo previsto dalla legge, il Comune può disporre di risorse da investire in un settore come richiedono gli stessi albergatori”.
Roberto Bardelli: “credo che avere un tavolo tecnico con gli operatori economici per stabilire cosa fare dell'introito della tassa di soggiorno sarà la prova generale per risollevare tutti assieme la città”.
Angelo Rossi: “mi schiero a favore del primo emendamento Caporali-Romizi, ovvero la riduzione a 4 dei giorni di pernottamento nei quali applicare l'imposta”.
Massimo Ricci: “se non è il momento adesso per disciplinare le esenzioni, ovvero quando si fa un regolamento, mi chiedo quando lo sia”.
Giovanni Bonacci: “acclarato che la tassa va a confluire verso uno scopo, la promozione turistica, chiediamoci quanto costa oggi farla. Non siamo più in grado di trovare sponsorizzazioni di particolare entità, la provincia quale ente di promozione va a scomparire, per cui vedo favorevolmente che i non aretini finanzino tale promozione”.
Egiziano Andreani: “a Cortona o in altre città la tassa è su cifre superiori alla nostra, il turista che viene ad Arezzo non deve dunque sopportare una grande spesa. Non lo vedo come elemento disincentivante”.
Federico Scapecchi: “le questioni poste con gli emendamenti sono legittime e condivisibili ma sono attinenti a questioni di principio che sarebbe bene fossero normate a livello nazionale. Storicamente non siamo il partito delle tasse ma va usata consapevolezza nel valutare i progetti come questo che ci viene proposto”.
“Tengo a sottolineare – ha chiuso l'assessore Marcello Comanducci – che l’odierno è un regolamento che risale al 2014 e che la precedente amministrazione aveva chiuso con le categorie del settore. La tassa dovrà essere pagata in ogni struttura ricettiva, questo perché l'albergo classico non è più il leader del settore. L'extra-alberghiero lo supera nei numeri. Sono pochissime le città che utilizzano questa tassa: Roma incassa 45 milioni di euro da questa e investe zero nel turismo. Questo perché Roma non ha bisogno di promozione, come noto. La stessa cosa Firenze. Prima di riproporre questo testo ho fatto una ricerca, ho visto quali sono le risorse a disposizione: 3 addetti della provincia passeranno al Comune ma solo Lucca ha 16 dipendenti nel suo ufficio turismo. Il Comune ha bisogno di risorse e di risorse necessita il progetto che ho in mente. Presumo che la semplificazione sulle esenzioni derivi da una semplificazione della tariffa”.
Luciano Ralli: “il lavoro non era stato portato a compimento perché volevamo legare questa tassa a un piano di sviluppo turistico e per quest'ultimo non abbiamo avuto tempo. Il partito democratico è rimasto coerente a questa impostazione: legare la tassa a un progetto complessivo e questo lo stiamo aspettandolo. Per cui, al momento, mancando il presupposto, siamo contrari a questa tassa”.
L'assessore Merelli ha fatto proprio l'emendamento che riduce da 6 a 4 i giorni consecutivi di applicazione della tassa. La delibera è passata con questa modifica. L'estensione delle esenzioni è stata invece respinta.

Dalla Lega Nord è arrivato un si convinto alla tassa di soggiorno: "“La spending review e i continui tagli statali hanno reso sempre più complessa l’azione amministrativa del Comune di Arezzo, di fatto costringendolo a scelte difficili per assicurare i servizi essenziali, fra cui quelli di accoglienza turistica”. Così afferma Tiziana Casi, capoguppo leghista al Consiglio Comunale di Arezzo. “Lega Nord Toscana – prosegue Tiziana Casi – voterà a favore dell’imposta di soggiorno, considerandola un costo minimo indispensabile per la promozione del turismo aretino. È stato essenziale, per la nostra decisione, il parere favorevole delle associazioni di categoria e la considerazione che negli ultimi anni il turismo abbia avuto un notevole calo, dovuto anche allo scarso investimento sulla promozione della nostra città e del nostro territorio. Nella situazione attuale l’imposta di soggiorno rappresenta, quindi, uno strumento necessario per reperire quelle indispensabili risorse destinate al settore turistico che permetteranno di programmare e investire offrendo un futuro e uno sviluppo al nostro territorio. Auspichiamo che ciò rappresenti un primo passo per il raggiungimento dell’obiettivo comune di valorizzare la naturale vocazione turistica della nostra città, rendendola sempre più accogliente e a misura di visitatore”.

Dall'opposizione Francesco Romizi (Arezzo in Comune) e Donato Caporali (Pd) raccontano di un loro emendamento bocciato dalla maggioranza: "Abbiamo sottoposto all’aula, durante la discussione sul regolamento della tassa di soggiorno tre emendamenti; il primo, accolto dall’amministrazione comunale, ha ridotto a quattro i pernottamenti consecutivi per i quali si applica l'imposta. La destra ha, però, bocciato l’altro emendamento, quello che intendeva inserire una serie di esenzioni per coloro che devono effettuare terapie in strutture sanitarie e le persone che li assistono, per i portatori di handicap non autosufficienti e i loro accompagnatori per gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici che portano assistenza a gruppi organizzati. Tali emendamenti riprendono impostazioni già adottate da molti Comuni italiani, da Firenze a Bari passando per Cortona e Siena.  Insomma, per noi, non è giusto lucrare su questo tipo di “turisti”, ovvero persone che sono costrette a venire ad Arezzo per motivi sanitari e non per scelta. Il diritto alla salute universale deve essere garantito sempre, anche quando si parla di nuovi balzelli fiscali e non solo quando si deve strumentalizzare politicamente le riforme della Regione Toscana.