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L’aula della Camera ha respinto la mozione di sfiducia individuale presentata dal M5S contro il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. Il testo ha ottenuto 123 sì e 373 no. A favore hanno votato M5S, Lega Nord, Sinistra italiana e Sel.
«Non è mia intenzione esprimere valutazioni sulla campagna in atto contro la mia famiglia e contro il governo. C’è stato favoritismo, una corsia preferenziale? Questo è il quesito che viene posto. Se la risposta fosse sì, sarei io la prima a ritenere necessarie le mie dimissioni», ha spiegato la Boschi nel suo intervento prima del voto.
Nel video di Daniele Cinà, l'intervento in aula del Ministro Maria Elena Boschi.
«Mio padre è stato commissariato e sanzionato. Non c’è nessun favoritismo nella nostra Italia», ha continuato il ministro. 
Subito il contrattacco del M5S, con Di Battista: «Il dottor Boschi è stato nominato vice presidente un mese dopo che la figlia è diventata ministro pensate di prendere in giro il Paese con il vostro doppiogiochismo», ha accusato il deputato pentastellato. «La Boschi ha un conflitto di interessi grande non come una casa, ma come una banca tutelata dall’intervento del governo - ha aggiunto - Lei è il punto d’intermediazione tra la Banca e suo padre, non ci interessa il quantitativo ma la problematica politica. Un ministro deve essere al di sopra di ogni sospetto e lei non lo è. Il fatto che non fosse presente ai consigli dei ministri dove sono stati assunti provvedimenti in materia di banche avvalora il suo conflitto d’interessi e non la protegge».