Tanti gli aspetti toccati nella prima udienza, ma solamente nella prossima, l'8 gennaio, si entrerà pienamente nel vivo del processo, con l'audizione dei primi testimoni del pm Marco Dioni. Padre Graziano ha seguito il processo sereno e sorridente, in prima fila, al fianco dei suoi legali. E' poi tornato in carcere in attesa del braccialetto elettronico per essere trasferito nel convento romano dell'ordine premostratense ai domiciliari.L'udienza si è aperta con la costituzione delle parti civili, in tutto 11: il marito ed il figlio di Guerrina Piscaglia, le tre sorelle Donatella, Loredana e Marina Piscaglia, gli zii paterni Giuseppe, Silvano e Bruno Piscaglia, le nipoti Maria ed Elisa Tognazzi ed infine l' Associazione Penelope Italia, rappresentata dall'avvocato Gentile, sulla cui ammissione c'è stata una forte discussione ma che la Corte ha deciso di accogliere.
Una volta costituite le parti civili hanno richiesto la citazione della Diocesi Arcivescovile di Arezzo come responsabile civile. Netta l'opposizione del pm Marco Dione e della difesa di padre Graziano. La richiesta non è stata accolta e quindi la Diocesi non risponderà in solido degli eventuali danni e quindi non pagherà alcun risarcimento in caso di condanna del religioso. Era stato l'avvocato Nicola Detti, parte civile per il marito Mirco e il figlio Lorenzo, a formulare la proposta.
L'udienza, che è andata avanti per ore, nel pomeriggio ha poi visto la presentazione da parte dei legali del religioso congolese delle eccezioni preliminari, in tutto tre. La Corte
d'Assise ne ha respinte due, quelle che chiedevano di escludere la prova del Dna raccolta sul liquido seminale raccolto dal divano della parrocchia ed il contenuto ritrovato in un cellulare del frate sequestrato. La Corte ha invece accolto la terza eccezione, quella sull'eliminazione dal fascicolo processuale delle frasi pronunciate da sacerdote e Mirko Alessandrini in occasione della raccolta di alcune prove.Non sono state ammesse nell'aula della Vela le telecamere per le riprese del dibattimento che potranno quindi entrare solamente nelle pause, durante l'insediamento della Corte, a fine istruttoria ed infine durante la lettura del dispositivo.
La Corte ha poi respinto la citazione come testimoni dei tre consulenti del religioso, il criminologo Denti, l'esperto di telefonia Dezzani ed infine il logico processuale Novani, che avrebbero dovuto assistere padre Graziano.
Rigettata, almeno per ora, anche le richiesta delle varie perizie su sms e i pizzini, da valutare in altro momento.
Infine dei 95 testi richiesti dalla difesa del frate la Corte ha accettato solamente quelli che non sono già stati sentiti in incidente probatorio.
Conclusasi la fase tecnica quindi ad inizio 2016 il processo entrerà nel vivo della vicenda, per far luce sulla misteriosa scomparsa della casalinga di Ca' Raffaello, svanita nel nulla il 1° maggio 2014 sulla strada per la canonica.