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Il comune spenderebbe “solo” lo 0,45% in più rispetto al suo fabbisogno effettivo per fornire ai cittadini i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, senza tuttavia migliorarli. Meglio di Arezzo solo Pistoia, dove ci si ferma al +0,40% in più. La palma d’oro dell’inefficienza va a Lucca con il +47,66%, seguita da Prato con il +43%, Siena a quasi +30% e, a distanza, gli altri capoluoghi di provincia, che si mantengono intorno al +20%. Il costo regionale dell’inefficienza è pari ad oltre 44 milioni di euro in totale. Intanto la Tari è aumentata del 55% in soli cinque anni, dal 2010 ad oggi, a fronte di una riduzione dei rifiuti di almeno l’11%. Ad esasperare gli imprenditori anche i divari di costo tra territori perché ogni Comune fissa coefficienti diversi per la determinazione del tributo: lo stesso ristorante che nel comune di San Giovanni Valdarno paga 19,03 euro al metro quadrato, se si trasferisse Arezzo ne pagherebbe 15,78 e addirittura la metà (9,317) a Cortona.