Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Il Tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolvenza della vecchia Banca Etruria. Lo ha deciso il collegio fallimentare al quale era stata sottoposta la richiesta dal commissario Giuseppe Santoni. Rigettata la eccezione di costituzionalità sul decreto salvabanche presentata dagli avvocati di Lorenzo Rosi, ultimo presidente dell'istituto.

Positivo il commento all'Ansa dell'amministratore delegato di Nuova Banca Etruria, Roberto Bertola:“Come Nuova Banca Etruria non possiamo che essere soddisfatti per la rapidità con cui si è pronunciato il Tribunale di Arezzo”: così Roberto Bertola, amministratore delegato di Nuova Banca Etruria. “Era necessario che fosse fatta chiarezza in tempi brevi: atto doveroso verso tutti i soggetti coinvolti del nostro territorio. Solo così – ha detto Bertola – è possibile rinnovare la fiducia che lega la Nuova Banca a coloro che vivono nelle aree di riferimento, nell’ottica soprattutto di un importante e veloce riposizionamento di Nuova Banca Etruria”. “Il provvedimento di insolvenza, tengo a ribadirlo, riguarda la vecchia Banca Etruria già in liquidazione coatta amministrativa. Mentre la Nuova Banca, rinnovata come noto nei vertici e pienamente operativa – conclude Bertola – guarda al futuro forte di una solida posizione patrimoniale e di liquidità, oltre ad non avere più il peso delle sofferenze”.

Federconsumatori e Cgil ritengono un atto dovuto la decisione del tribunale: "La dichiarazione dello stato di insolvenza è semplicemente un atto dovuto. Così come lo era stato, a suo tempo, il Commissariamento. Siamo di fronte alla fotografia della realtà e alle sue naturali conseguenze. La decisione del Tribunale crea scenari nuovi e apre la strada alla possibilità di una maggiore tutela delle persone danneggiate. Non solo: consentirà di appurare le responsabilità che negli anni il management della vecchia Banca Etruria ha maturato. A danno dei risparmiatori ma anche dell’intero territorio di cui si dichiarava parte insostituibile e integrante. Se la decisione della magistratura è stato un atto dovuto, le ultime decisioni del Governo Renzi potevano, invece, essere tranquillamente evitate. Se le sommiamo al decreto ottimisticamente definito salvabanche, siamo ormai al cartellino rosso. Ennesimo rinvio sul futuro dei risparmiatori, ennesimo pasticcio sul futuro del sistema delle banche di credito cooperativo. In questo quadro estremamente confuso, è necessario mantenere stabile una rotta. Per Cgil e Federconsumatori la meta è quella che deve consentire di chiudere con giustizia e dignità il passato (e ci riferiamo ai diritti dei risparmiatori e all’accertamento delle responsabilità di chi ha creato il dramma) e di aprire una nuova fase che consenta la nascita e l’affermazione di un nuovo soggetto del credito che sia davvero elemento di sostegno alla ripresa economica della provincia di Arezzo e della Toscana. E che consenta di dare una prospettiva non solo ai dipendenti della banca ma anche a quelli delle tante imprese che hanno rapporto con l’istituto".