Coldiretti, la ripresa passa dall’agricoltura: occupazione a +4,4%
“Troppo spesso - afferma sul tema il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi – si dimentica poi un fattore importantissimo: il settore primario crea anche posti di lavoro, visto che secondo i più recenti dati Inps, in provincia di Arezzo sono occupate, come operai agricoli, poco meno di 9.000 persone, che trovano spazio nelle circa 1.200 aziende agricole strutturate che hanno bisogno di manodopera”.
“Certo, il lavoro dell’operaio agricolo - spiega Rossi - ha caratteristiche particolari, che sono legate alla stagionalità, e quindi vi sono momenti di fermo, per i quali i lavoratori sono coperti da disoccupazione. Ecco, quindi, che scatta la disoccupazione agricola, una particolare indennità che viene riconosciuta agli operai che hanno lavorato in agricoltura, in questo caso nel 2015”.
La disoccupazione agricola spetta, infatti, agli operai agricoli a tempo determinato, ai piccoli coloni ed agli operai agricoli a tempo indeterminato che lavorano per parte dell’anno. Disoccupazione per la quale è possibile presentare la domanda per ottenere la copertura relativa all’anno 2015.
“E’ già possibile presentare la domanda per ottenere la disoccupazione agricola relativa all’anno 2015 e il patronato Epaca di Coldiretti Arezzo – insiste Rossi - mette ovviamente a disposizione, come di consueto, la propria rete di uffici presenti su tutto il territorio per accompagnare i lavoratori agricoli nella realizzazione delle pratiche tenendo conto che la domanda deve pervenire in via telematica alla sede Inps entro il 31 marzo 2016”.
Come funziona: l’indennità di disoccupazione va riconosciuta ai lavoratori agricoli che abbiano l’iscrizione negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l'anno cui si riferisce la domanda o un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato per parte dell'anno di competenza della prestazione. Scatta anche con almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria ed almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall'anno cui si riferisce l'indennità e dall'anno precedente.
Vengono pagate un numero di giornate di disoccupazione pari al numero di giornate lavorate nel 2015, entro il limite massimo di 365 giornate annue, dalle quali si debbono detrarre le giornate di lavoro agricolo. L’importo corrisponde al 40% della retribuzione di riferimento moltiplicata per le giornate indennizzate.