Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

In questi giorni siamo venuti a conoscenza che la Chimet ha richiesto alla Regione Toscana la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per aumentare la quantità di rifiuti tossici e pericolosi da trattare nel proprio impianto, il tutto nel più assordante silenzio dei media, delle Istituzioni locali, e della Regione stessa. Ormai è evidente quanto per il governo toscano siano importanti i principi di trasparenza e partecipazione, e in questo caso in particolare ci ha meravigliato dell'attività che svolge per favorire tutto questo, non poteva essere diversamente visti tutti i provvedimenti e le normative vigenti in materia. Che dire poi della Chimet, un'azienda che da anni offre posti di lavoro, compie miracoli trasformando i rifiuti in oro, produce ottimi concimi e ammendanti per terreni e, ci teniamo a sottolinearlo, sono pure certificati.
In questo Paese passano così le cose, quietamente, sopra la testa, come se non fosse successo niente in questi anni, sembrano contemporanei i versi di una celebre lirica leopardiana:
“Passata è la tempesta: odo augelli far festa, e la gallina,
tornata in su la via,
che ripete il suo verso...”
E ora, passata la tempesta della condanna, la gallina dalle uova d’oro torna a fare con insistenza e urgenza le stesse richieste...! Riavvolgiamo il nastro, e ricordiamo la sentenza di appello del tribunale di Firenze che riassume un intervento da parte del Corpo Forestale e un'azione giudiziaria che ha fatto prima tremare e poi ha condannato i vertici amministrativi della Provincia e dell'azienda stessa:
“Trattasi di imputazioni che riguardano anni e anni di attività di incenerimento rifiuti svolta in assenza di valida autorizzazione, nonché di imputazioni afferenti consistenti inquinamenti delle matrici ambientali, che non sono stati ritenuti di ampiezza tale da integrare il più grave danno che costituisce evento del disastro ambientale ma che hanno indubbiamente comportato danni di rilievo (da quantificare in separata sede ) sia all'ecosistema, sia all'intera popolazione residente nel comune di Civitella Val di Chiana ( più direttamente esposta agli effetti negativi legati alla presenza in loco dell'imponente impianto di smaltimento e trattamento rifiuti).”
Ecco, se bisogna ripartire, noi come MoVimento 5 Stelle ripartiremo da qui.