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Era stata la chiamata al 112 di una madre disperata di un giovane biturgense a stroncare un giro di spaccio in Valtiberina. Il figlio aveva dissipato infatti gran parte dei risparmi di famiglia - in poco meno di un anno - per l'acquisto di droga, la madre lo aveva così denunciato fornendo ai militari anche una descrizione del pusher che stava portando sul lastrico la famiglia. I Carabinieri della Tenenza di Sansepolcro da questa preziosa segnalazione avevano avviato le indagini che hanno portato dieci arresti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ed al sequestro di oltre un chilo di sostanze stupefacenti.
arrestiLa vicenda era iniziata nel novembre del 2013, quando i militari si misero al lavoro per rintracciare lo spacciatore descritto in quella telefonata dalla donna. Dopo una lunga e attenta attività di indagine i carabinieri sono riusciti a rintracciare e a raccogliere elementi utili per l’arresto di un 39enne di Anghiari, M.M. le sue iniziali, indicato come uno dei maggiori spacciatori dell’intera vallata.
Il 39enne è finito in manette questa mattina su ordinanza del gip del tribunale di Arezzo Giorgio Ponticelli che ha dato seguito alla richiesta del sostituto procuratore Marco Dioni.

Nei guai anche F.M. 30enne di Anghiari sottoposto agli arresti domiciliari. Con loro altri due arresti. R.C. 37enne anch’essa di Anghiari, trovata in possesso di 100 grammi di hashish già divisi in dosi, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Per lei è stato disposto l’obbligo di dimora con permanenza nella propria abitazione in orario notturno e obbligo di presentazione alla polizia e C.N. 39 anni, che custodiva in casa waxpropria circa mezzo chilo di hashish e un bilancino di precisione.
Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Tenenza di Sansepolcro, coadiuvati nella fase esecutiva da quelli del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Arezzo e del Nucleo Cinofili di Firenze.
Nel corso dell’operazione, denominata “One hundred forty-seven", dal nome in codice utilizzato dagli acquirenti per il principale spacciatore, sono stati eseguiti, complessivamente, 10 arresti in flagranza per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sono stati sequestrati circa 1000 grammi di sostanze stupefacenti di vario tipo.
Per la prima volta è stata sequestrata la sostanza stupefacente “wax”, una sostanza resinosa di colore giallastro estratto dalla “marijuana”. Una sostanza che normalmente ha un uso medico grazie all'elevata concentrazione di principio attivo e alle diverse maniere di assimilazione possibili.
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Dai dialoghi intercettati emergeva inoltre che gli indagati utilizzavano un linguaggio in codice per riferirsi alla sostanza stupefacente, ricorrendo ai termini "mezza pannocchia", "la veloce" o "cristina" per indicare la cocaina, "la lenta" per indicare l’eroina, "metano" per indicare il metadone, "birretta", "carne", "chianina", “bistecche", "roast beef”, "salsiccia", "finocchiona", "tè green", "affettare", "mezz'ovo".