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Sono partiti questa mattina alla volta di Roma con due pullman i risparmiatori azzerati dal "decereto salvabanche" del 22 novembre scorso, decisi più che mai a far sentire la loro voce. Sì perchè peggio dei loro risparmi azzerati, sarebbe appunto il silenzio che altrimenti rischirebbe di calare su questa vicenda.
L’associazione Vittime del Salva Banche, dopo ormai 4 mesi di incertezze sulla sorte dei risparmiatori azzerati e dopo il molteplice susseguirsi di notizie contrastanti sui provvedimenti che il Governo vorrebbe intraprendere per ristorare i risparmiatori penalizzati, chiede con questa manifestazione davanti Montecitorio, che sia fatta chiarezza una volta per tutte sulla strada che il Governo intende seguire anche dopo il deludente incontro che l'Associazione ha avuto lunedì scorso (4 aprile) con Abi, che, incredibilmente si è detta estranea sia alla questione del fondo dei 100 milioni già istituito con la legge di Stabilità, "sia alla trattativa del governo" in corso in questi giorni con la Ue, per arrivare a un aumento di quel fondo.
Occorrono quindi a questo punto risposte certe ed univoche, che facciano luce una volta per tutte su questa incertezza negativa, sia per i risparmiatori coinvolti che per tutti il delicato equilibrio ormai compromesso tra banche e cittadini. 
La prossima sarà tra l'altro una settimana decisiva. E' in calendario, il 13 di aprile, l'udienza preliminare a carico degli ex vertici di Banca Etruria accusati di ostacolo alla vigilanza. Molti i risparmiatori che in proprio o per conto di associazioni hanno fatto richiesta di costituirsi parte civile. Una richiesta fortemente contrastata da Banca d'Italia che tramite i propri legali aveva nella prima udienza cercato di far passare il concetto che l'unica costituzione di parte civile ammissibile era proprio quella di palazzo Koch. Staremo a vedere anche perchè Confconsumatori depositerà domattina altre, numerose pare,  richeste di costituzione di parte civile presso la procura aretina proprio in merito a questo procedimento.
Sul fronte del cosiddetto "ristori", si profila una nuova soluzione per gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche salvate dal governo. Secondo quanto riportato da quotidiano "La Stampa",  i sottoscrittori di obbligazioni subordinate di Banca Marche, Popolare Etruria, Carife e Carichieti, potrebbero ricevere un indennizzo fino a 100.000 euro, equiparato a quello dei depositi in conto corrente. Queste sarebbero almeno le indiscrezioni sullo lo schema messo a punto con l’Unione Europea.