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Il Gip del Tribunale di Arezzo Anna Maria Lo Prete, ha dato il suo via libera in merito al sequestro di una parte della liquidazione percepita da Luca Bronchi, l'ex direttore generale di Banca Etruria. La "buona uscita" per Luca Bronchi era stata votata dall'ultimo Cda, tranne Giovanni Grazzini che si era astenuto, ed era stata quantificata in 1,2 milioni di euro lordi. 
Il Gip ha firmato un decreto che mette i sigilli a 450 mila euro dei 700 mila euro netti. 
Un sequestro probatorio di una parte della liquidazione, perchè il Gip ritiene che per contratto di lavoro Bronchi avesse diritto a riscuotere una parte dei 700 milia euro netto. Su questa cifra infatti non è stato disposto alcun provvedimento. Dei 450 mila interessati invece dal provvedimento, 100 mila sono già stati recuperati dalla Guarda dii Finanza. 
Sul fronte dell'ipotetico reato di bancarotta fraudolenta, questa è una svolta importante per il pool di magistrati aretini coordinati dal procuratore capo Roberto Rossi perchè l'ipotesi di distrazione patrimoniale, avanzata dalla pubblica accusa, trova adesso l'avallo di un giudice terzo. 
Il filone di indagine che riguarda invece l'ipotetico reato di truffa, vede oggi il deposito di altri altri tre avvisi di chiusura indagini.
Sono sempre a carico di direttori o comunque figure dirigenti a livello di filiale. 
Domani invece c'è in calendario l'udienza, rinviata lo scorso 10 marzo, per l'ipotesi di reato di ostacolo alla vigilanza. Il Gup dovrà stabilire se rinviare a giudizio l’ex presidente dell’istituto Giuseppe Fornasari e il dirigente David Canestri e l’ex direttore generale Luca Bronchi. Rispettivamente difesi dagli avvocati Antonio D’Avirro, Luca Fanfani e Antonio Bonacci.