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Oltre seimila contatti, una fitta rete fatta di chiamate e sms, quotidiani e quasi continui, interrotta drasticamente il primo maggio 2014, il giorno della scomparsa di Guerrina Piscaglia. Sono entrati in aula per l'udienza del processo in Corte d'Assise a padre Graziano, accusato di omicidio volontario, soppressione od occultamento di cadavere, i tabulati telefonici e gli spostamenti del cellulare della casalinga di Ca' Raffaello e dello stesso frate congolese. Il luogotenente dei Ros Santoro, uno dei testi chiamati a deporre dal pm Marco Dioni, ha analizzato i dati acquisti dopo la scomparsa della donna, confrontando le chiamate in entrata ed in uscita dalle utenze intestate a Guerrina Piscaglia e al frate congolese e conseguentemente gli spostamenti dei due cellulari.
Sono 55 i contatti telefonici tra la donna ed il frate solamente nel corso della mattinata del primo maggio, un dato che non è stato invece riscontrato nel pomeriggio e nei giorni successivi alla scomparsa. Dal 2 maggio in poi infatti non si registrano contatti tra Guerrina Piscaglia e padre Graziano.
Si è passati poi agli spostamenti delle due utenze ed alla loro compresenza all'interno della stessa cella telefonica nel giorno della scomparsa e nei giorni successivi al primo maggio. Il cellulare della casalinga dopo la sua scomparsa si era infatti riacceso alcune volte, il 2 maggio, il 3 maggio, il 10 maggio ed infine il 24 luglio. Le due utenze sono risultate coperte sempre dalla stessa cella telefonica.