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“Spero di aver chiarito tutto”. Lo ha detto il procuratore di Arezzo Roberto Rossi, al termine di un’audizione di due ore davanti alla Prima Commissione del Csm, che deve valutare un’eventuale incompatibilità tra il suo ruolo, (e in particolare la circostanza che lui sia coassegnatario di tutte le indagini su Banca Etruria) e un incarico di consulenza svolto sino all’anno scorso per il governo. Tante le questioni trattate durante l’audizione, compresi “i provvedimenti di assegnazione e coassegnazione” delle indagini relative a Banca Etruria e “i contatti tra la procura di Arezzo e il sig. Pierluigi Boschi, in relazione a vicende giudiziarie pregresse”, come sottolineano i relatori, il presidente della Commissione Renato Balduzzi e il togato Piergiorgio Morosini. Le risultanze acquisite saranno valutate dalla Commissione il 5 maggio prossimo. Quella di oggi è stata la terza audizione di Rossi davanti al Csm. A gennaio la Commissione si era espressa a favore dell’archiviazione ma qualche giorno dopo aveva deciso la riapertura dell’istruttoria per aver appreso che Rossi aveva condotto in passato indagini sul padre del ministro per le Riforme Pierluigi Boschi, di cui Rossi non aveva fatto cenno nelle sue audizioni davanti ai consiglieri. A loro aveva invece detto di non conoscere “nessuno della famiglia Boschi”. L’audizione di oggi è stata a 360 gradi. Le domande hanno riguardato tutti i passaggi dell’incarico di Rossi al Dipartimento affari giurdidici e legislativi di Palazzo Chigi, ma anche le proteste di piazza dei risparmiatori legate al dissesto di Banca Etruria e “le caratteristiche della governance di Banca Etruria” e le “ripercussioni sull’ambiente circostante”, come evidenziano ancora Balduzzi e Morosini. (ANSA)