Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie tecnici necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Consiglio comunale a porte chiuse ad Arezzo per la discussione delle interrogazioni presentate dalla minoranza sul nome del pistoiese Alberto Lapenna nel cda di Nuove Acque proposto dal sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli. Sotto gli occhi increduli di cittadini e giornalisti, il presidente del consiglio comunale Alessio Mattesini, basandosi su un articolo del regolamento, ha fatto uscire tutti dall'aula.
L'audio della seduta è rimasto in parte aperto.
Un precedente che a memoria d'uomo, non era mai accaduto tanto più che Alberto Lapenna, è consigliere comunale di Montecatini, dirigente del partito di Forza Italia di Pistoia, quindi personaggio pubblico a tutti gli effetti. A portare la questione in consiglio era stato Francesco Romizi, Arezzo in Comune, che chiedeva il perché di questa scelta, fuori da Arezzo e capire meglio la questione dell'indennizzo così come riportato nel comunicato dell'ente Consiglio comunale di Arezzo, le interrogazioni. Nella nota dell'ente nessuna menzione sulle porte chiuse.
Il presidente del consiglio comunale Alessio Mattesini, basandosi su un articolo del regolamento, ha fatto uscire i cittadini ed i giornalisti presenti in aula nel momento della discussione diramamdo poi in serata una breve nota, Mattesini: "Nessuna segretezza del Consiglio Comunale".
Inutile dire che questa decisione ha scatenato le aspre polemiche da parte dei gruppi di opposizione che hanno anch'essi diramato un comunicato stampa Una seduta segreta del Consiglio Comunale, un precedente inconcepibile.
Parte della discussione è stata comunque ascoltata da chi è rimasto fuori, perchè i microfoni erano rimasti inavvertitamente accesi. La seduta è poi ripresa in forma aperta.