Il corteo è partito da Piazza Poggio del Sole dopo la deposizione di un mazzo di fiori di fronte al monumento alla Resistenza. I manifestanti hanno percorso le vie del centro cittadino per poi raggiungere Piazza San Jacopo dove si è tenuto un concerto dei Kabila e una serie di interventi primo fra tutti quello del segretario provinciale della Cgil aretina Alessandro Mugnai. Sentito ai nostri microfoni alla domanda "quali sono le nuove forme di sfruttamento del lavoro", Mugnai risponde : "i vaucher, per i quali la Toscana mette anche la sua bandierina ed il precariato che interessa purtroppo una grande quantità di giovani. il "meglio questo di niente" non funziona." E poi sull'assenza delle altre due sigle sindacali, Cisl e Uil, Mugnai afferma : "l'unità sindacale non può essere solo formale, in sede di rinnovo dei contratti nazionali."
"Il JobAct ha creato più disoccupati della crisi - afferma una manifestante ai nostri microfoni - vogliamo indietro i nostri diritti".
Il Primo Maggio ad Arezzo è anche l'ennesima occasione per l'associazione "Vittime del Salva-Banche" di rappresentare tutta la loro rabbia e la loro voglia di non mollare. A poche ore dall'emanazione del decreto che regolerà i rimborsi per i risparmiatori azzerati, la sensazione è di essere stati "truffati" due volte.
Il decreto, anche se si attende di poterlo esaminare nel dettaglio dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, non convince nessuno.
Il rimborso dell'80% del capitale per le fasce più deboli secondo la presidente dell'associazione Letizia Giorgianni non sarà una reale restituzione delle somme fino all'80% del capitale investito, perchè pare che si andranno a decurtare gli interessi maturati negli ultimi 5 anni. Una Primo Maggio, duque, che per Arezzo ha un gusto un pò più amaro perchè oltre a dover fare i conti con un'emorragia di posti di lavoro continua, non c'è serenità nemmeno per coloro che con il lavoro di una vita intera avevano messo da parte i loro risparmi, andati in fumo in una notte.