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Carcere, libertà o arresti domiciliari per padre Graziano? Questo il ventaglio di ipotesi su cui dovrà esprimersi il tribunale del Riesame il 13 giugno, giorno in cui saranno discusse in un'unica udienza le due opposte istanze avanzate dalla difesa e dall'accusa, da un lato gli avvocati del religioso che chiedono la libertà e dall'altra il pm Marco Dioni che invece chiede l'annullamento dei domiciliari e quindi il ritorno in carcere.
Il tribunale del Riesame si sarebbe dovuto pronunciare lunedì sugli arresti domiciliari di padre Graziano, dopo che la Cassazione aveva accolto il ricorso del pm Marco Dioni contro la custodia cautelare presso il convento dei Premostratensi, rimandando così la decisione a giudici fiorentini e chiedendo la motivazione della disposizione dei domiciliari.
Ma il tribunale del Riesame di Firenze ha accolto la richiesta avanzata dei legali Riziero Angeletti e Francesco Zacheo di unire il giudizio insieme all’appello che era stato fatto alla Corte d’Assise, con il quale veniva chiesta la remissione in libertà per il frate congolese.
Questa mattina erano presenti l'avvocato Riziero Angeletti e il consulente professor Sergio Novani, e il pm Marco Dioni, assenti padre Graziano e l'avvocato Francesco Zacheo.
Tutto sospeso quindi fino al 13 giugno, fino a quel giorno per padre Graziano continuerà la permanenza romana.
Intanto venerdì 27 maggio tornerà a riunirsi la Corte d'Assise, sarà il turno del contro esame del marito di Guerrina, Mirco Alessandrini, da parte della difesa del frate. Conclusa l'audizione la sua audizione sarà la volta del vicario generale della diocesi di Arezzo Cortona e Sansepolcro, Monsignor Gioacchino Dallara.